Maradona, Zico lo ricorda così: "È stato un grande amico, tra noi nessuna rivalità"

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Foto Twitter @Udinese_1896

L'ex campione brasiliano ha ricordato a Sky Sport il rapporto di amicizia con Maradona: "Tra di noi non c'era nessuna rivalità. Non dimenticherò la sua grande generosità. Una volta venne a casa mia..."

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Uno ha giocato in Italia, con la maglia dell’Udinese, tra il 1983 e il 1985. L’altro, con indosso la divisa del Napoli, ci è restato dal 1984 al 1991. Una stagione condivisa in Serie A, dunque, per Zico e Maradona, due dei campioni più forti e amati della loro generazione che abbiamo avuto la fortuna di apprezzare nel nostro campionato. Il brasiliano è intervenuto a Sky Sport, per fare un breve tuffo nel passato tra i ricordi dopo la notizia della scomparsa del Diez. “Tanta gente voleva instaurare una rivalità tra me, Maradona o Platini, anche per via dell’antagonismo tra Brasile e Argentina, ma io non mi sono mai preoccupato di questa cosa – ha detto -. Io credo che ognuno di noi ha quello che si merita”.

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L’ultima partita di Zico con i friulani fu proprio contro il Napoli di Maradona, gara nella quale l’argentino realizzò il gol del definitivo 2-2 con un tocco di mano. A fine partita il giocatore dell’Udinese si lamentò dell’arbitraggio in un’intervista post partita che gli costò cara. “Ho subito 4 partite di squalifica in quell’occasione, è stata la mia ultima partita in Italia – ha ricordato l’ex trequartista verdeoro -. È difficile che un guardalinee dal lato destro non veda che lui tocca con il pugno per fare gol, sembrava un grande campione di pallavolo. Successivamente scherzai tanto con Maradona sull’episodio. «Ti sei allenato bene per fare la ‘mano de dios’ al Mondiale in Messico» gli dissi”.

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Mentre in tv scorrono le immagini, con la punizione “impossibile” segnata contro la Juve, Zico ha voluto narrare un altro aneddoto su El Pibe per spiegare il rapporto tra i due. “Questo gol disse che era un omaggio per me, per le tante punizioni segnate in Italia – ha spiegato -. Ho avuto una grande amicizia con lui, è stato sempre troppo generoso con le parole e con i fatti. Io organizzo una partita di beneficenza alla fine dell’anno e Diego il secondo anno è venuto e ha dato prova di grande generosità. Dopo il match l’ho portato a casa mia per fare una cena. Ad un certo punto, mentre io ero assente, mio figlio gli ha fatto vedere i trofei che avevo conquistato in carriera e lui si è emozionato tanto. Veniva da un momento difficile. Non so se i suoi trofei li aveva ancora, li aveva regalati o cos’altro. Quella sera ha dato un forte abbraccio a mio figlio e gli ha detto «Ricordati per sempre che questo è quello che tuo padre ha regalato a te e a gli altri figli». Lui piangeva, è stato un momento indimenticabile e di generosità verso mio figlio. Io non lo dimentico”.

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