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Superlega, Uefa: "Chiesta la ricusazione del giudice del Tribunale di Madrid"

SUPERLEGA
©Ansa

Dopo l'annullamento del procedimento contro i club 'ribelli' della Superlega, l'Uefa ha comunicato di aver chiesto la ricusazione del giudice del tribunale di Madrid (colui che aveva intimato di ritirare le sanzioni) per 'significative irregolarità'

UEFA: "CANCELLATI PROCEDIMENTI CONTRO JUVE, REAL E BARCELLONA"

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L'Uefa ha fatto la sua contromossa. A seguito dell'annullamento del procedimento disciplinare nei confronti di Juve, Real Madrid e Barcellona, infatti, il massimo organismo del calcio continentale ha deciso di ricusare il giudice del Tribunale di Madrid, lo stesso che aveva invitato l'Uefa a ritirare le sanzioni, a causa di 'significative irregolarità'. L'annuncio in un comunicato in cui si sottolinea come l'Uefa abbia agito sempre in buona fede e secondo le regole. 

La Uefa non si arrende

Se fosse necessaria la conferma che sulla battaglia per la Superlega la Uefa non ha intenzione di arrendersi, è arrivata in poche ore. Dopo aver annullato attraverso la Corte d'Appello i prodcedimenti - già sospesi - contro Real Barca e Juve, ottemperando alla diffida dell'ormai famoso Tribunale di Madrid, la Uefa ha chiesto infatti la ricusazione dello stesso giudice spagnolo, Ruiz de Lara, e presentato ricorso a un tribunale superiore per far riconoscere l'illegittimità dei suoi atti.

Dunque nessuna resa. La cancellazione dei processi, e delle sanzioni già decise per i rimanenti 9 club cosiddetti pentiti, rappresenta soltanto un passaggio formale necessario per evitare di doversi difendere di fronte alla corte madrilena.

Adesso più che mai però la palla passa alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, alla quale lo stesso Tribunale di Madrid si è rivolto affinché stabilisca se le norme Uefa - e Fifa - violìno i principi della libera concorrenza. E dunque se la Uefa possa imporre sanzioni in caso di creazione di un torneo non autorizzato. Le parti interessate hanno tempo fino al 18 ottobre per presentare le proprie osservazioni, poi i giudici lussemburghesi, presumibilmente entro la fine dell'anno, emetteranno la loro sentenza: se daranno ragione all'Uefa, Nyon riaprirà, anzi aprirà immediatamente nuovi procedimenti verso i club ribelli. Altrimenti i club stessi - che come dimostrano le parole di Agnelli agli azionisti continuano a ritenere la Superlega un progetto più che valido - avranno campo libero. In un caso o nell'altro dunque, sarà una sentenza che farà storia. 

Il comunicato dell'Uefa

"Dopo l'annuncio di ieri sul cosiddetto progetto "SuperLega" e le relative misure di conformità adottate dalla UEFA, la UEFA ribadisce di aver sempre agito in conformità non solo con il proprio Statuto e Regolamento, ma anche con il diritto dell'UE, il regolamento europeo Convenzione sui diritti dell'uomo e diritto svizzero in relazione a questo progetto della cosiddetta "SuperLega". La UEFA rimane fiduciosa - e continuerà a difendere - la sua posizione in tutte le giurisdizioni pertinenti.


La UEFA ha sempre agito in buona fede durante i procedimenti pendenti davanti a un tribunale di Madrid. Di conseguenza - e nonostante l'UEFA non riconosca la giurisdizione del Tribunale di Madrid e creda fermamente di aver sempre agito nel pieno rispetto dei procedimenti in corso - l'UEFA ha presentato oggi osservazioni formali al Tribunale di Madrid dimostrando la continua osservanza delle ordinanze.

Inoltre, la UEFA ha presentato istanza di ricusazione del giudice che presiede il procedimento in corso in quanto ritiene che vi siano significative irregolarità in tali procedimenti. In linea con la legge spagnola - e nell'interesse fondamentale della giustizia - la UEFA si aspetta che il giudice in questione si faccia immediatamente da parte in attesa della piena e corretta considerazione di questa mozione.

Inoltre, la UEFA farà anche ricorso formale a un tribunale superiore, la Corte provinciale di Madrid (Corte d'appello).

La UEFA continuerà a prendere tutte le misure necessarie, nel rigoroso rispetto del diritto nazionale e dell'UE, al fine di difendere i propri interessi e, soprattutto, quelli dei suoi membri e di tutte le parti interessate del calcio".