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Piermario Morosini, a dieci anni dalla sua scomparsa le iniziative e il ricordo

IL RICORDO

Veronica Baldaccini

©LaPresse

Dieci anni fa la tragica scomparsa di Piermario Morosini, stroncato da una crisi cardiaca durante Pescara-Livorno. In questo lasso di tempo tante le associazioni nate, per insegnare il primo soccorso o per raccogliere fondi per l’acquisto di defibrillatori (la cui dotazione nei luoghi pubblici è diventata legge). Molte anche le iniziative previste nel weekend dal mondo del calcio. Il ricordo della fidanzata Anna e del suo miglior amico Vittorio

MOROSINI, 10 ANNI FA LA SUA SCOMPARSA

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Avrebbe 35 anni oggi "il Mario" e forse avrebbe realizzato parecchi di quei sogni che aveva messo via, in un cassetto, ascoltando il suo adorato Ligabue. E’ una scommessa che non incasseremo mai, ma dieci anni dopo la sua morte sappiamo che aveva tante qualità, di quelle rare, e quindi ce l’avrebbe fatta. In fondo, il suo unico vero avversario nella vita, è stato quello sgambettatore infido a cui diamo il nome di destino. Piermario Morosini morì sul campo, a Pescara, facendo quello che più gli piaceva: giocare a calcio. Tradito dal cuore, non dalla sua passione, perché con la malformazione appurata successivamente dagli esami di rito, quell’attimo fatale sarebbe potuto accadere ovunque e in qualunque momento. In campo però Piermario sarebbe potuto essere salvato. Troppi errori nella sua vicenda che l’inchiesta giudiziaria non ha chiarito e punito davvero. Ma non è con rabbia che oggi, dieci anni dopo, chi gli ha voluto veramente bene vuole ricordarlo. Nelle parole e negli occhi di Anna, la sua fidanzata di allora, e di Vittorio, il suo migliore amico per sempre, neppure una punta, una virgola d’ira per come le cose andarono, quel 14 aprile, sul campo dello stadio Adriatico. Non sarebbe giusto per Mario, sarebbe quasi tradire la sua memoria, quella di un ragazzo che pur avendo scoperto presto quante tristezze possa riservare la vita, avendo perso i genitori e un fratello, non ha mai smesso di amarla.

Iniziative e associazioni

Ecco perché ricordarlo davvero, oggi, significa fare del bene, aiutare gli altri, come faceva lui con tutti, da sua sorella malata ai bimbi dell’oratorio di Monterosso, dove il campo porta il suo nome. Negli anni sono nate tante iniziative e associazioni. Una, a Vicenza, dove Piermario giocò e si fece amare, porta il suo nome e si impegna a insegnare il primo soccorso a giovani e adulti, e non solo. Live onlus, che già esisteva ma da subito ha creato numerosi progetti legati a Morosini, si dedica a raccogliere fondi per acquistare defibrillatori da donare là dove mancano. Per questo particolare anniversario inoltre Live ha creato una Tshirt con la scritta #CiaoMoro25 e i colori sociali di tutte le squadre in cui giocò Piermario. L’incasso servirà per comprare nuovi strumenti in grado di salvare tante vite e che forse lo avrebbero fatto anche con Piermario in campo 10 anni fa.

Patch dedicata sulle maglie delle sue squadre 

Anche il calcio, il suo mondo, non ha dimenticato Morosini. Nel weekend Atalanta, Udinese, Bologna, Vicenza, Reggina, Padova e Livorno scenderanno in campo con una "patch dedicata" che renderà speciale tutte le maglie indossate da Piermario. I capitani della Serie B invece lo ricorderanno attraverso le loro fasce: il "Moro" sarà sul loro braccio, e nei pensieri di chi dieci anni fa non ha fatto in tempo a salutare un amico. Dare un senso alla scomparsa prematura di un ragazzo è sempre complicato, quel che resta però a colmare parzialmente il vuoto lasciato da Morosini è il cambio di passo nell’approccio al primo intervento. C’è voluto del tempo, ma oggi l’obbligo della dotazione di un defibrillatore nei luoghi pubblici è legge, da meno di un anno: la legge 1441. Ma soprattutto è cambiata la sensibilità delle persone: tante hanno scelto di imparare a prestare soccorso. Se anche una sola vita, in questi dieci anni, è stata salvata grazie a Piermario ecco che il senso diventa lampante. Era un "generatore di vita", così ci ha raccontato la sua Anna in quel campo di Monterosso che si chiama Morosini, e quella energia vitale è ancora in circolo, come il suo amore.