Indonesia, squalificato a vita dopo un fallo violento in quarta serie
l'episodioLa Federcalcio indonesiana ha squalificato a vita Muhammad Hilmi Gimnastiar, calciatore del Putrajaya Pasuruan (club militante nella quarta serie nazionale). La decisione è arrivata in seguito ad un fallo violento commesso durante la partita contro il Perseta Tulungagung
Muhammad Hilmi Gimnastiar, calciatore indonesiano, è stato squalificato a vita dopo aver commesso un bruttissimo fallo nei confronti di un avversario durante la partita tra il suo Putra Jaya Pasuruan e il Perseta Tulungagung, match di quarta serie giocato il 5 gennaio. Al 72' della sfida, sul punteggio di 4-0 per il Perseta, Gimnastiar è entrato con violenza nei confronti di un giocatore avversario, colpendolo con un calcio in pieno petto. L'arbitro ha immediatamente espulso Gimnastiar, mentre Firman Nugraha, il giocatore che ha subito il fallo, è stato trasportato in ospedale. Al termine della partita, Il Putra Jaya ha annunciato, con un post su Instagram, l'immediata rescissione del contratto di Gimnastiar, definendo il suo gesto "contro i principi del fair play e le regole del calcio" e scusandosi con il Perseta, oltre che con Nugraha.
Caso Gimnastiar, le decisioni della Fedecalcio indonesiana
La federazione indonesiana si è subito interessata al caso, invocando una "punizione esemplare" nei confronti di Gimnastiar. Secondo quanto riporta KompasTV, l'emittente nazionale indonesiana, il presidente della Commissione Disciplinare indonesiana, Umar Hasin, ha dichiarato: "Il provvedimento è necessario per proteggere l'ambiente del calcio indonesiano. Chi tende a giocare in modo violento farebbe meglio a cercarsi un altro sport". Il 6 gennaio, la Commissione ha deciso di squalificare a vita Gimnastiar, che dovrà pagare, in aggiunta, una multa pari a 2 milioni e 500 mila rupie indonesiane. La motivazione dietro una sentenza così pesante sta nella violazione dell'articolo 48 del Codice Disciplinare della Federazione indonesiana, (riguardante i falli gravi e violenti), che prevede come punizione massima proprio la squalifica a vita.