Veretout, il racconto dal Qatar durante la guerra: "I bambini piangevano"
qatarLa scorsa estate Veretout ha lasciato il Lione per trasferirsi all'Al-Arabi, ma adesso il campionato qatariota è stato sospeso dopo l'inizio del conflitto in Medio Oriente. L'ex centrocampista di Roma e Fiorentina racconta le ripercussioni sulla vita quotidiana in Qatar: "La mia famiglia sta bene, ma non sappiamo cosa succederà: cerchiamo di rassicurare tutti, soprattutto i bambini che spesso piangono. Il rumore delle esplosioni andava avanti tutto il giorno"
Jordan Veretout, ex centrocampista di Roma e Fiorentina, nell'estate 2025 ha lasciato il Lione per trasferirsi all'Al-Arabi, squadra che milita nel campionato qatariota (attualmente sospeso dopo l'inizio del conflitto in Medio Oriente). In un'intervista a RMC, il francese ha raccontato di come lui e la sua famiglia stiano vivendo questi giorni di tensione in Qatar: "È una sensazione un po' strana. La mia famiglia sta bene, anche i bambini. Siamo al sicuro, questa è la cosa principale. Non sappiamo cosa succederà, cerchiamo di rassicurare tutti, soprattutto i bambini che spesso piangono. Il rumore delle esplosioni all'inizio andava avanti tutto il giorno. Non dormivamo molto bene la notte, poi lentamente la situazione si è calmata. Speriamo che resti così, anche se fa un po' paura".
"Abbiamo avuto l'ok per tornare ad allenarci in gruppo"
Nel corso dell'intervista, Veretout spiega di avere ricevuto direttive "dall'ambasciata e dal Governo" qatarioti di "restare il più possibile a casa, al sicuro e lontano dalle finestre". Il centrocampista aggiunge: "Nonostante tutto, a Doha la situazione adesso è piuttosto tranquilla. Le persone vivono, escono per strada, lunedì abbiamo anche ricevuto un messaggio che ci diceva che avremmo ripreso l'allenamento collettivo. Questo rassicura tutti". La partita in programma sabato scorso contro l'Al Sailiya è stata annullata, mentre quella di venerdì prossimo contro l'Al-Ahli è per il momento ancora confermata dalla Lega qatariota."Se possiamo riunirci e fare un allenamento, è perché si sentono sicuri al 100%. Altrimenti non prenderebbero questo rischio", conclude Veretout.