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È morto Mircea Lucescu, l'ex allenatore di Inter, Pisa e Brescia aveva 80 anni

lutto

Lutto nel mondo del calcio: è morto a 80 anni Mircea Lucescu. L'allenatore romeno, che in Italia aveva allenato Inter, Brescia e Pisa e Reggiana, aveva da poco lasciato la panchina della nazionale per problemi di salute. Venerdì scorso il fatale peggioramento delle condizioni. La Federazione romena: "È morto un uomo che è stato più di un allenatore, colui che ci ha insegnato che il calcio non è solo uno sport, ma un modo di vivere con dignità"

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E’ morto all’età di 80 anni Mircea Lucescu, ex Ct della Romania e protagonista anche in Serie A nell’ultimo decennio del secolo scorso. Tra gli allenatori più vincenti di sempre, Lucescu era stato colto da un malore lo scorso 29 marzo mentre dirigeva l’allenamento della Romania in vista dell’amichevole contro la Slovacchia (disputata il 31 marzo e persa con il risultato di 2-0), dopo l’eliminazione dalla corsa al prossimo Mondiale per mano della Turchia, e trasportato in ospedale per accertamenti. Nonostante avesse rassicurato sulla situazione e fosse sul punto di essere dimesso, però, il rumeno venerdì 3 aprile scorso era stato colto da un infarto miocardico acuto, costringendolo a proseguire il ricovero presso l’Ospedale universitario d’emergenza di Bucarest. Da lì sono emerse nuove gravi aritmie e le condizioni sono andate peggiorando, rendendo necessario il trasferimento in anestesia e terapia intensiva: dopo essere stato indotto in coma farmacologico, l’allenatore si è spento quest’oggi.

Nella storia del calcio romeno

Classe 1945 e poliglotta, da calciatore Lucescu era stato un ottimo attaccante in patria, diventando un perno della nazionale rumena e guidandola da capitano al Mondiale del 1970. Nel 1979, invece, era iniziata la sua carriera in panchina, svolgendo il ruolo di allenatore-giocatore per il Corvinul Hunedoara. Dopo la tappa d’esordio, nel 1981 ecco l’inizio della sua prima esperienza da Commissario Tecnico della Romania: durerà cinque anni e porterà la nazionale a partecipare per la prima volta nella sua storia a un Europeo. Sarà questo trascorso, insieme a quello sulla panchina della Dinamo Bucarest, a farlo finire nel radar del calcio italiano. Non esaltante la prima avventura, coincidente con la stagione 1990-91 del Pisa e culminata con l’esonero prima della fine del campionato, mentre decisamente più memorabile quella successiva col Brescia, con cui conquisterà per due volte la promozione in Serie A. In Italia allenerà per pochi mesi anche Reggiana prima e Inter poi, con nel mezzo (e successivamente ai nerazzurri) anche un breve ritorno in patria, alla guida del Rapid Bucarest: un ritorno trionfante, con la vittoria del campionato da imbattuto. All’inizio del terzo millennio arrivò la chance di allenare il Galatasaray, esperienza cominciata nel migliore dei modi: prima partita e primo trofeo, la Supercoppa Europea, ottenuta battendo il Real Madrid al golden gol. In Turchia sarà protagonista (e vincerà) anche col Besiktas, prima di diventare una leggenda del calcio ucraino: dodici stagioni allo Shakhtar – con 21 trofei nazionali e lo straordinario successo nella Coppa Uefa 2007-08 -, poi tre con la Dinamo Kiev (dopo l’avventura russa allo Zenit e quella con la nazionale turca) con cui arricchirà il suo palmares di altri tre titoli. Nell’agosto del 2024, infine, l’inizio della sua ultima parentesi, ancora alla guida della sua Romania.

Il comunicato della federazione romena: 

Sui canali ufficiali della Federcalcio romena il ricordo di Mircea Lucescu: "È morto un uomo che è stato più di un allenatore, colui che ci ha insegnato che il calcio non è solo uno sport, ma un modo di vivere con dignità. Mircea Lucescu è stato un modello per decine di generazioni, un uomo che amava il calcio più di se stesso. Ci restano i ricordi, le lezioni di vita e l'eleganza inconfondibile con cui camminava in ogni stadio del mondo. Di una cosa sola siamo convinti: se dove ti trovi adesso c'è un campo da calcio, lo troverai sicuramente. Grazie di tutto, signor Lucescu! Riposa in pace!"

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