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21 febbraio 2018

Football Manager, le 10 volte che ha predetto il futuro

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Il famoso gioco manageriale di calcio ha spesso previsto con largo anticipo l'exploit di giocatori diventati grandi campioni, come Verratti, Messi e Robben. Ha anche azzeccato previsioni sui risultati finali, come la Spagna campione del Mondo e il Leicester, in grado di salvarsi da una situazione disperata

Chi non conosce Football Manager? È il gioco di simulazione calcistica più famoso al mondo. Ti permette di gestire una squadra partendo dalla base, scovando nuovi talenti con l'obiettivo di diventare l'allenatore più vincente. Ti puoi occupare di tattica, comunicazione, trasferimenti e ricerca di budget. Insomma puoi far tutto quello che un appassionato di calcio vorrebbe fare. Questo gioco ha poi l'abilità di scoprire i giovani emergenti più forti del globo. Fin dalla sua nascita ha infatti predetto la crescita e l'esplosione di ragazzini diventati poi campioni di prim'ordine, ma non solo. Spesso ha anche previsto il risultato finale di una squadra e non basandosi sulla storia vincente di un club, ma sull'affermazione di calciatori ancora sconosciuti ai più. Queste sono le 10 più importanti predizioni sul futuro azzeccate da Football Manager.

10. La predizione del Wimbledon

L'AFC Wimbledon è un club inglese nato nel 2002 sulle ceneri del vecchio Wimbledon FC. Fin dalla sua nascita ha legato il suo nome proprio alla Sports Interactive, la società creatrice del gioco, diventato lo sponsor sulle maglie negli anni a seguire. All'inizio della stagione 2016-17 Football Manager ha lanciato una simulazione che prevedeva che i Dons sarebbero arrivati al 13 ° posto nella loro stagione d'esordio in League One. Il gioco prevedeva inoltre che avrebbero vinto per 3-1 contro i rivali del Milton Keynes nella sfida casalinga al Kingsmeadow. Effettivamente a marzo 2017, la squadra in cui gioca il famoso Akinfewa, ha battuto l'MK Dons per 2-0, conquistando la 13^ posizione in classifica.

9. Grandi talenti

Nel 2006 molti giovani provenienti da tutto il mondo si stavano affermando come giocatori di prospettiva interessanti. Tra questi c'era Kompany all'Anderlecht, Aguero e Falcao erano tra i più osservati in Sudamerica, Sergio Ramos aveva da poco iniziato la sua avventura al Real Madrid. E poi c'era Lionel Messi, in rampa di lancio con il Barcellona. Ciò che li accomuna è che a ognuno di loro fu assegnato un potenziale di -10 su Football Manager. Per chi non ha familiarità con il gioco, un potenziale di -10 significa che il giocatore può avere un potenziamento non inferiore a 170, con un picco massimo di 200. Ciò significa che quel giocatore diventerà quasi certamente uno dei migliori al mondo. 12 anni dopo si può affermare che quella previsione era assolutamente azzeccata.

8. L'exploit anticipato di Verratti

Adesso, a 25 anni, Marco Verratti è uno dei migliori centrocampisti d'Europa. Ma è stato Football Manager a scoprire le potenzialità del regista italiano. La sua ascesa e affermazione agli occhi del pubblico è iniziata quando giocava in Lega Pro con il Pescara, ma a Football Manager 2010, quando aveva solo 17 anni, Verratti era già uno dei migliori giocatori sulla trequarti. Il gioco previde addirittura che Verratti sarebbe diventato uno dei più grandi centrocampisti del mondo tre anni prima del suo debutto internazionale. Così come per Verratti, FM ha predetto anche la crescita di altri giovani talenti italiani, come Giampaolo Pazzini, Antonio Cassano e Riccardo Montolivo.

7. La scoperta di Robben

Arjen Robben è uno dei migliori esterni dell'ultimo decennio. Le sue finte e i suoi dribbling hanno fatto impazzire le difese di tutta Europa, ma il primo a scommettere sul futuro dell'olandese è stato proprio Football Manager. Quando ancora aveva 16 anni e giocava nelle giovanili del Groningen, gli sviluppatori di FM lo avvistarono e gli diedero un punteggio di 19, quasi lo stesso del brasiliano Ronaldinho. Gli osservatori della Premier League continuarono a prendere appunti sulla sua crescita, nella realtà e nel gioco, e fu il Chelsea a puntare tutto su di lui dopo il grande biennio vissuto con il PSV Eindhoven.

6. Il consiglio (non ascoltato) di Jon McLeish

Questa è la storia di come una previsione di Football Manager poteva cambiare le sorti calcistiche degli ultimi anni se solo fosse stata accreditata come vera. Il manager scozzese, Alex McLeish, durante il suo periodo ai Rangers stava cercando giovani talentuosi da aggregare alla propria squadra durante il calciomercato. Suo figlio Jon, un appassionato di Football Manager, gli fece notare le incredibili performance di un giovane calciatore che aveva acquistato nel gioco e gli consigliò di farlo firmare per il club scozzese. Il padre gli diede una pacca sulla testa e gli disse che era solo un gioco. Indovinate chi era quel giovane che faceva vincere il piccolo Jon a FM? Proprio lui, Lionel Messi. Successivamente Alex McLeish provò a prendere la Pulce in prestito dal Barcellona, ma non ci riuscì mai. Probabilmente questo rimarrà il più grande rimpianto della sua vita.

5. La scuola belga

Il Belgio negli ultimi anni ha prodotto alcuni dei giocatori più talentuosi del mondo, come Eden Hazard, Romelu Lukaku e Yannick Carrasco. Anche se devono ancora mostrare il loro talento sul palcoscenico internazionale, la loro generazione d'oro ha già vinto molti trofei per i rispettivi club. Football Manager è stato il primo a scoprire campioni del calibro di Vincent Kompany, Kevin De Bruyne e Thibaut Courtois. Se la crescita di Kompany si poteva intravedere già ai tempi dell'Anderlecht, FM ha designato come potenziali campioni Courtois e De Bruyne quando ancora erano dei perfetti sconosciuti. L'attuale portiere del Chelsea fu indicato come futuro Buffon quando aveva solo 16 anni, per via delle sue impressionanti statistiche registrate al Gent. Stesso discorso per il giocatore del Manchester City, individuato subito come possibile crack e che ha continuato a migliorare stagione dopo stagione.

4. La salvezza del Leicester

Il Leicester ha scritto una delle favole più belle del calcio nel 2015-16, quando contro ogni pronostico ha conquistato la Premier League per la prima volta nella sua storia. E pensare che l'anno precedente aveva evitato la retrocessione in Championship solo con un miracolo nelle ultimissime giornate. In pochi ci avrebbero scommesso, a parte forse gli sviluppatori di Football Manager. All'inizio del 2015 infatti, quando le Foxes occupavano l'ultimo posto in campionato con appena 17 punti e la situazione sembrava spacciata, FM lanciò una simulazione che previde la salvezza del Leicester nel finale di stagione. La squadra di Ranieri effettivamente si risollevò vincendo 7 delle ultime 9 partite e concluse l'annata addirittura al 14° posto, impensabile fino a poche settimane prima.

3. La Spagna sul tetto del mondo

Prima del 2008 la Spagna era nota per essere una squadra piena di giovani talenti, ma inefficaci sulla scena internazionale. Uno degli sceneggiatori di Football Manager Stole My Life, Iain Macintosh, effettuò una simulazione in una vecchia edizione del gioco che previde la vittoria della Coppa del Mondo per gli iberici nel 2010, molto prima che uscisse fuori la previsione del polpo Paul. La Nazionale di Del Bosque partì male nel torneo disputato in Sudafrica, perdendo la gara d'esordio con la Svizzera, ma dal match successivo in poi inanellò una serie di vittorie fino all'ultima, la più importante, in finale contro l'Olanda, decisa da una rete ai supplementari di Iniesta.

2. La scommessa Deco

Nel 1997 il Benfica acquistò Deco, ancora giovanissimo, con la speranza di aver trovato un grande campione. Le prestazioni scadenti al suo primo anno in Portogallo convinsero però il club a cederlo in prestito all'Alverca, squadra di seconda divisione. Nonostante un rendimento discontinuo, gli sviluppatori di FM intravidero un lui una grandissima tecnica e ipotizzarono un futuro radioso. Poco dopo Deco passò ai rivali Porto e nel 2004, con Josè Mourinho sulla panchina dei Dragões, vinse la Champions League dopo aver già alzato al cielo la Coppa Uefa. Passato al Barcellona riuscì di nuovo nell'impresa di salire sul tetto d'Europa e arricchire una carriera già, di per sé, straordinaria.

1. Il cambio di ruolo di Bale

L'evoluzione di Gareth Bale da terzino ad attaccante è stata graduale e, per certi versi sorprendente. Non per Football Manager che nel 2007, quando il gallese era un giovane 16enne in forza al Southampton, previde con largo anticipo le sue abilità offensive e la sua esplosività. Nessuna sorpresa quindi quando il calciatore è diventato al Tottenham un attaccante dotato di grande velocità e fisicità. Così forte da attirare le attenzioni del Real Madrid che nel 2013 sborsarono per lui 100 milioni, facendolo diventare per qualche anno il giocatore più costoso di sempre.

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