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26 febbraio 2018

Usain Bolt calciatore? Ecco le squadre in cui potrebbe giocare

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bol

Martedì l’annuncio: scopriremo con quale club ha firmato l’uomo più veloce della storia. Noi tentiamo di precederlo (che impresa!), con qualche ipotesi o suggerimento: meglio nel City di Guardiola o nel Real Madrid? E in Italia?

ECCO DOVE GIOCHERA' BOLT

«Quando smetterò con l’atletica, voglio rilassarmi e magari curare qualche affare, ma continuerò a giocare a pallone con i miei amici ogni domenica». Così scriveva Usain Bolt nella sua autobiografia nel 2010, quando il ritiro dalle piste sembrava ancora lontano ma la passione per il calcio era già enorme. Adesso che siamo a poche ore dal grande annuncio (“Martedì alle 8 vi svelerò con quale squadra ho firmato”, ha twittato Bolt) vogliamo provare a precedere l’uomo più veloce della storia, arrivando prima di lui, almeno per una volta. Ecco dunque qualche ipotesi (o suggerimento, se preferite): squadre che ben si adatterebbero al suo stile e viceversa.

Bolt al Manchester United, la squadra del cuore

La squadra del cuore di Bolt, è risaputo, è da sempre il Manchester United. In pochi sanno però che il merito non è di Cristiano Ronaldo – comunque un idolo del giamaicano – ma di Ruud van Nistelrooy, «goleador micidiale che si trovava sempre nel posto giusto al momento giusto», per usare le parole dello stesso Bolt. «Dopo il suo trasferimento al Real Madrid, continuai a tenere allo United perché mi divertiva il modo in cui giocava la squadra»: erano i Red Devils di Rooney (altro modello calcistico di Usain) e Giggs, la velocissima ala che lui stesso sognava di rimpiazzare, tanto da arrivare a svelare la sua fantasia a Sir Alex Ferguson, scherzando ma neppure tanto. Tornando al “bel gioco”, il buon Bolt non si potrà certo dire soddisfatto dello United degli ultimi tempi, allenato dal “contropiedista” Mourinho che però potrebbe esaltarne le doti in campo aperto. Immaginatelo ripartire in tandem con Alexis Sanchez: uno che fa i 100m in meno di 10'', in quanti passi coprirebbe la distanza tra metacampo e area avversaria?

Sopra, con il suo idolo Cristiano Ronaldo, ai tempi dello United. Sotto, con l'uomo a cui ha sempre sognato di soffiare il posto nei Red Devils

Bolt al Manchester City, per imparare da Guardiola

Certo, sarebbe uno sgarro mica da ridere se a soffiare Bolt allo United fosse proprio il City di Guardiola. Difficilmente lui accetterebbe di indossare la casacca dei rivali (ancora si racconta di quando fece decollare in ritardo un aereo perché doveva seguire il finale di un derby, quello poi vinto 4-3 dai Red Devils con gol decisivo di Owen: «Porsi le mie scuse a tutti i passeggeri per il contrattempo che avevano subìto, ma lo United mi era sembrato semplicemente troppo importante»), ma Pep potrebbe giocarsi una carta molto interessante, quella del connazionale Sterling. Giamaicano di nascita anche lui (anche se poi ha scelto la nazionalità inglese), Pep l’ha trasformato da velocissima ala inconcludente (nel senso che non riusciva proprio a centrare la porta) in uno spietato killer dell’area di rigore. Gli ha insegnato dove, come, quando inserirsi per trovarsi sempre “nel posto giusto al momento giusto”: con gli insegnamenti di Guardiola, Bolt diventerebbe un van Nistelrooy ma ancora più veloce. E poi c’è la questione legata al palleggio: sbaglia chi immagina Bolt semplicemente come un sasso da fiondare negli spazi aperti, perché a lui piace giocare il pallone. O meglio: ammira i giocatori capaci di farlo. «Guardo Emmanuel Adebayor e penso: “Saprei farlo anch’io”», scrisse sempre Bolt a proposito di un ex-City che non prendeva certo a modello: «Mi sono accorto che nelle circostanze in cui utilizza più di un tocco, finisce per perdere palla. L’ho soprannominato “One-touch”». La tecnica, innanzitutto: pare che Bolt e Pep parlino già la stessa lingua.

La tecnica del suo sinistro può soddisfare uno come Guardiola?

Bolt "alla Ronaldo" circondato da piedi buoni

In realtà, dopo le voci di un provino con il Borussia Dortmund (organizzato dal suo sponsor), pare che Bolt abbia sviluppato una certa simpatia anche per i tedeschi che hanno appena eliminato l’Atalanta dall’Europa League. La qualità non manca, là davanti, e il gioco di Stoger potrebbe anche esaltarne le doti. Lo stesso potremmo dire per il Chelsea di Conte: squadre in cui i piedi buoni sposano un modello di calcio studiato per non far respirare l’avversario. E se poi ci scappa pure una ripartenza, tanto meglio. Bolt lanciato in velocità potrebbe riportarci con la memoria al brasiliano Ronaldo, «il primo calciatore che ricordo di aver apprezzato in tv». Bisogna vedere poi come se la caverebbe con i doppi passi una volta arrivato davanti al portiere.

Ecco come starebbe Bolt con la maglia giallonera del Borussia Dortmund. I colori sociali sono gli stessi che ha indossato in tutta la sua carriera da velocista

Bolt al Real Madrid, nella nuova BBC

Da un Ronaldo all’altro: Bolt ha sempre dichiarato di adorare CR7 (fin da quando ricevette in dono la sua casacca dello United numero 7) e di ammirarne la completezza. Invitato nel 2009 al campo d’allenamento del Manchester United, non potè prendere parte alla seduta solo perché il giorno dopo la squadra di Ferguson aveva un importante match contro l’Arsenal. I media insistettero però affinché lui regalasse al portoghese qualche consiglio da velocista, per aiutarlo a migliorarsi ulteriormente, e Bolt gli suggerì di spingere ancora più avanti le ginocchia quando il picco di velocità è massimo, ammettendo però che «so bene quanto sia dura modificare il proprio stile» una volta che lo si è acquisito. «Mi imbattei di nuovo in Cristiano Ronaldo dopo il suo passaggio al Real Madrid», racconta Bolt, «Fummo intervistati presso un grande giornale della capitale spagnola e mentre stavamo per andarcene, diedi un’occhiata alla sua macchina: “Non male la tua Ferrari, mi piace”, gli feci. Sapete cosa rispose? “Già, ma ho bisogno di comprarne un’altra perché non mi vanno i colori”. Pensai tra me e me: “Dici sul serio? È una Ferrari e tu hai intenzione di cambiarla solo perché non ti vanno i colori?”. Dopodiché mi dissi: “Wow, immagina se fossi un calciatore professionista”». Ecco: immagina se fossi un calciatore del Real Madrid, allora. Ferrari di ogni colore, CR come compagno di squadra e un posto garantito nella nuova BBC, dove la B di Bolt andrebbe a sostituire quella di Bale, dato in partenza dai media spagnoli. Cambiano solo due lettere, resta la velocità. Chissà cosa ne pensa Zidane.

Bolt in Turchia, compagno del generoso Eto'o

Ma visto che ci piace il lusso, perché non firmare per il Konyaspor, in Turchia? Bolt non proverebbe il brivido di giocare la Champions o di calcare il prato del Santiago Bernabeu («Ho camminato su quel prato per battere il calcio d’inizio nel corso di una cerimonia e non mi sono mai sentito così nervoso in vita mia», disse uno che ogni tanto si è trovato ai blocchi di partenza di una finale olimpica), ma avrebbe come compagno di squadra Samuel Eto’o. A differenza di Cristiano Ronaldo, l’ex interista ama condividere con gli amici i propri beni, come dimostra un altro dei racconti di Bolt: «Stavamo partecipando a un evento per l’Equipe e io ero concentrato sul suo orologio, tempestato da una miriade di diamanti: ne ero quasi accecato. Eto’o notò il mio sguardo e mi chiese: “Ti piace il mio orologio?”. Poi se lo sfilò e me lo diede, dicendo: “Ecco, è tuo”. Rimasi lì impalato e a bocca aperta tenendo tra le mani quest’orologio, talmente massiccio che mi parve che mi spezzasse il braccio. A malapena fui in condizione di abbozzare un grazie, ma lui disse: “Non c’è problema”, e se ne andò. Ho scoperto che vale intorno ai 35mila euro”». Ora immaginate un compagno così generoso quanti assist potrebbe regalare all’amico Bolt. Usain prima punta, Samuel che si sacrifica correndo anche per lui in fascia, come ai tempi dell’Inter. Altro che Cristiano Ronaldo, che non è nemmeno in grado di regalare una Ferrari che neanche gli piace…

Usain Bolt e Samuel Eto'o nel servizio fotografico per L'Equipe. La patacca che ha al polso non arriverà a fine giornata

Quante possibilità in Serie A

E in Italia? Già lo immaginiamo replicare un gol alla Zapata con la maglia della Sampdoria (discesa solitaria in cui nessuno riesce a stargli dietro e poi, tentando il cross, palla infilata all’angolino) o lanciarsi in contropiede con quella del Bologna, la squadra che più di tutte segna sfruttando le ripartenze. Oppure, perché no, ala nell’Inter di Spalletti, lungagnone nel tridente dei piccoletti del Napoli, spalla di Higuain alla Juve, nuovo Dzeko nella Roma, gigante accanto a Milinkovic-Savic nel centrocampo della Lazio. Le soluzioni sono mille, basta avere fantasia. Ancora qualche ora di pazienza e sapremo se ci abbiamo preso.

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