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11 marzo 2018

Non solo Ramos, quando agli sportivi scappa: 10 casi storici

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Quanto accaduto a Sergio Ramos durante Eibar-Real Madrid è solo l’ultimo caso di bisogni fisiologici capitati agli sportivi nel mezzo delle loro partite. Da Inzaghi a Lehmann, passando per tennisti, maratoneti e ciclisti. Fino a quel giorno del 1990 in cui Gary Lineker proprio non riuscì a trattenersi

RAMOS CORRE IN BAGNO DURANTE LA PARTITA

È il minuto 74 quando Sergio Ramos abbandona Eibar-Real Madrid sul risultato di 1-1. Il gioco è fermo, e dalle immagini si vede il capitano dei blancos parlare con l’arbitro coprendo il labiale con la mano. Per cinque minuti al centro della difesa scala Casemiro, fino a quando - al 79’ - Ramos riprende il suo ruolo a copertura della porta di Navas. Zidane sarà molto onesto nel post partita: “E’ dovuto correre al bagno”, e così è stato. Ma il difensore spagnolo non è affatto il primo caso di bisogni fisiologici che colpiscono gli sportivi durante il loro lavoro.

Gianluca Vialli

Primo di tutti fu Gianluca Vialli a dover fronteggiare gli stessi problemi di Sergio Ramos. L’occasione nella finale di Coppa Italia del 1988, tra Torino e Sampdoria, anche se per sua fortuna Vialli riuscì ad approfittare della pausa tra tempi regolamentari e supplementari. All’andata fu 2-0 per i doriani, mentre al ritorno il risultato era di 2-0 per il toro al novantesimo. Fu allora proprio nel break prima di riprendere il gioco che lo stesso Vialli si avvicinò all’arbitro Agnolin chiedendogli di poter fare una corsa in bagno. Risposta secca del direttore di gara: “Hai quattro minuti”. L’attaccante della Samp ce ne metterà anche di meno, facendo però preoccupare tutti i suoi compagni, soprattutto Mancini, dell’assenza improvvisa. Rientrato in campo Agnolin chiederà: “Fatta tutta?”

Filippo Inzaghi

Altro bisogno fisiologico fu quello di Inzaghi durante un Palermo-Milan della stagione 2007-08. La partita è in corso, e Superpippo è a bordo campo nella fase di riscaldamento. Il tempo per la corsa al bagno probabilmente c’era, ma l’espediente utilizzato è ancora più rapido: piegato durante lo stretching, sfrutta il pantaloncino corto da gioco per orinare a bordo campo. Un tifoso riprenderà la scena e Striscia la Notizia la porterà al successo.

Mario Götze

Stesso identico problema di Inzaghi, ma diversa risoluzione, quello per Mario Götze, ai tempi ventenne centrocampista del Borussia Dortmund. La partita è una di Champions League nella stagione 2012-13. Anche lui come Inzaghi si sta riscaldando, ma prima del match insieme a tutti i compagni. Il tedesco, colto all’improvviso da un proprio bisogno, salta un cartello pubblicitario, si accovaccia fingendo di allacciarsi le scarpe e assolve ai propri bisogni nascondendosi da occhi indiscreti. Già, ma anche lì c’era un’immancabile telecamera pronta a riprendere il tutto.

Jens Lehmann

Terzo calciatore pizzicato dalle telecamere a orinare dietro a dei cartelloni pubblicitari fu Jens Lehmann, ex Milan e Arsenal, ai tempi rientrato in Germania nello Stoccarda. Altra partita di Champions, questa volta contro l’Unirea Urziceni. E in quel caso il bisogno di Lehmann doveva essere evidentemente impellente, visto che il portiere sparì per fare i propri bisogni lasciando addirittura vuota la porta a partita in corso, nonostante solo per pochi secondi.

Russell Packer

Ma non c’è solo il calcio, e i calciatori, ad aver regalato momenti ironici durante le loro partite. Lo stesso problema fisiologico di Inzaghi e dei tedeschi Götze e Lehmann, lo ebbe infatti anche Russell Packer, rugbista dei New Zealand Warriors, nel giugno del 2013. Packer, molto semplicemente, fece i propri bisogni direttamente in campo, cercando di nascondere il tutto alle telecamere con un atteggiamento apparentemente tranquillo. Sforzo inutile: venne beccato, nel post partita chiese scusa, ma le parole non servirono ad evitare una multa di oltre 14mila dollari.

Ana Ivanovic

Curioso, poi, anche il caso della tennista Ana Ivanovic, accaduto nell’ottobre del 2010. Niente bisogni in campo in questo caso, con la serba che era impegnata nel torneo Wta di Linz, in Austria contro la Zahlavova. La Ivanovic, molto più semplicemente, chiese al giudice la possibilità di correre in bagno per assolvere alle proprie necessità. Permesso concesso e tutto sotto controllo da quel momento in poi per la tennista. La curiosità? Il giudice, nell’attesa, penalizzò la Ivanovic di un parziale ogni venti secondi di ritardo. La serba vinse la partita, ma perse un intero game per la sua inevitabile “pausa”.

Tom Dumoulin

Detto della Ivanovic è il turno di Tom Dumoulin e del ciclismo, altra scena celebre accaduta nel maggio del 2017, durante il centesimo Giro d’Italia. Il colpo di scena accade ai piedi della terza salita del tappone alpino, l’Umbrailpass, quando il gruppo aveva già percorso quasi 190 km. Dumoulin, che vestiva la maglia rosa del Giro, fu colto da un problema intestinale e si fermò sul ciglio della strada, sfilandosi il body, per riuscire a risolvere il proprio “guaio”. L’olandese perse oltre un minuto e mezzo nei confronti del gruppo.

Paula Radcliffe

Quella maratona di Londra nel 2005 Paula Radcliffe la vinse, e a guardare bene il video la sua “pausa” fu effettivamente molto breve, e non le fece perdere secondi preziosi di vantaggio sugli inseguitori. Nonostante il proprio bisogno a bordo pista, Paula Radcliffe concluse la sua corsa in 2h17'42", e al tempo quella diventò la terza prestazione di sempre, la prima in una gara solo femminile.

Alen Boksic

Ritornando però al calcio, e giunti quasi al momento più clamoroso regalato da queste situazioni di impellente bisogno fisiologico, non si può citare anche Alen Boksic, ai tempi a sostenere l’attacco della Lazio. Nei quarti di finale di Coppa UEFA 1994-95, un quarto d’ora dopo l’inizio del secondo tempo, il croato sparisce dai radar della partita: non si trova più. Riapparve poi sette minuti dopo come se nulla fosse accaduto. La sua assenza non fu però difficile da spiegare: era dovuto correre anche lui al bagno, esattamente come Sergio Ramos.

Gary Lineker

Chi invece non fece in tempo a correre fuori dal campo e a cercare il primo bagno disponibile fu Gary Lineker, per giunta durante la manifestazione più importante tra tutte quelle citate nei precedenti nove casi: il Mondiale di calcio. Il tutto avvenne l’11 giugno 1990, nella partita d’esordio del Girone F tra Inghilterra e Irlanda al San Nicola di Bari. Lineker venne contrastato in mezzo al campo, e cominciò subito dopo a rotolarsi nell’erba bagnata. Il labiale verso i suoi compagni fu letto molto bene da tutti… insomma, Gary non ce l’aveva fatta a trattenersi.

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