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22 marzo 2018

Il sogno di Bolt, dall'atletica al calcio: per Usain è un progetto serio

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Usain Bolt vorrebbe darsi al calcio, un impegno che ha preso molto seriamente. Il suo sogno è giocare nel Manchester United, ma per adesso si allenerà con il Borussia Dortmund. Non è l'unico campione ad aver cambiato sport: da Michael Jordan a Fred Perry, ecco tutti gli atleti che hanno provato nuove avventure

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E’ una storia d’amore a senso unico, almeno per il momento. C’è un corteggiatore insistente che però deve ancora schioccare il primo bacio. E’ da anni che Usain Bolt dice che vuole darsi al calcio. Lo ha detto quando ha vinto il suo primo di 8 ori olimpici. Lo ha ribadito quando si è ritirato. Chiede consigli a Maradona su come si fanno i dribbling, parla nell’orecchio a Mourinho, cercando magari di convincerlo. Perché il vero obiettivo di Bolt è giocare nel Manchester United, di cui è un tifoso folle.

La maglia dei Red Devils resta un miraggio, c’è però adesso il giallonero del Dortmund: venerdì mattina Bolt si allenerà pubblicamente con il Borussia (dopo il primo allenamento già svolto il giovedì). Un annuncio in pompa magna sui social, c’entra lo sponsor tecnico - la Puma - ma sarebbe riduttivo bollarla come un’operazione di marketing. E’ molto di più. E’ un sogno di quando da bambino scorazzava per le strade della sua Giamaica. E non gli interessa quello che pensa la gente.

Come se ne fregò Michael Jordan quando a 31 anni, da fuoriclasse e con 3 anelli vinti, lasciò il basket per darsi al baseball, complice un periodo di crisi personale per la morte del padre, ucciso da alcuni rapinatori. ”Mio padre era tifoso di baseball, io ci provo, ciao a tutti”. Giocò, o meglio ci provò. Non andò benissimo e dopo 17 mesi, nel 1995, tornò a casa sua, sotto canestro, per continuare la sua leggenda.

Dagli ostacoli ai touchdown. A Renaldo Nehemiah diedero del pazzo quando decise di lasciare l’atletica, era il campione assoluto dei 110 ostacoli, aveva stabilito il record del mondo, primo uomo a scendere sotto i 13 secondi nel 1981. Nel 1985 si diede al football, un contratto con i San Francisco 49ers e giocò per 3 anni.

Dal calcio alle botte. Tim Wiese nel 2014 si è ritirato da portiere del Werder Brema, si è pompato in palestra e ha debuttato nel wrestling facendosi chiamare “The Machine”. Diciamolo, dai pali alle corde di un ring ha avuto poca fortuna.

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Cimentarsi in sport completamente diversi, come recentemente ha fatto Florent Manaudou. Da campione olimpico e mondiale in piscina ha voluto staccare dal cloro dopo Rio 2016. Si è dato alla pallamano, ha debuttato nella serie B francese. Per piacere, per respirare, per poi tornare a nuotare. Nuotava con la calottina Cesare Rubiniche vinse l’oro olimpico a Londra nel 1948 con la Nazionale di Pallanuoto, ma in contemporanea frequentava il parquet diventando uno dei più grandi giocatori di basket negli anni ‘50-‘60 e successivamente allenatore e Ct. Un mito. Come l’americano Deion Sanders unico nel suo essere un campione sia di football americano sia di baseball. Nel 1989 debuttò in NFL con gli Atlanta Falcons e pure sul diamante della MLB con i NY Yankees. E continuò a dividersi per 10 anni, alternando l’uno all’altro, con due SuperBowl vinti.

Ci sono sport con alcune affinità, nello stesso mondo dei motori in tanti hanno fatto il salto dalle due alle quattro ruote. C’entra sempre una racchetta per Fred Perry che passava dal tennis al ping-pong con facilità, vincendo in entrambi i casi. C’entra sempre la neve per il nuovo fenomeno Ester Ledecka che a Pyeongchang ha stupito facendo la doppietta olimpica, oro a sorpresa nel gigante di sci alpino e oro nella sua specialità, lo snowboard.

Ecco. Bolt è - o sarebbe - in buona compagnia nel suo proposito di trasformista. Dall’atletica al calcio. Dalla pista alla fascia, perché ama giocare ala, per sfruttare la sua velocità. Forse la tecnica dei cross è da affinare ma fatelo sognare. Anzi no, fatelo provare. Siamo abituati a vederlo sorridente e giocherellone ma sull’argomento calcio Usain è maledettamente serio.

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