22 novembre 2017

Marani: "I commissari? Servono per fare le riforme che la politica normale non riesce a fare..."

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C’è una grande confusione sotto il cielo del pallone italiano perché è tutto bloccato. Siamo di fronte alla più grande crisi del calcio dal punto di vista politico. Non c'è nessuna guida, a partire dalla Serie A, ma la storia della Lega racconta che di fronte allo spettro del commissario è sempre arrivato il presidente: perché è meglio il peggiore dei nostri che il migliore degli altri...

Mi auguro che nei presidenti prevalga la paura di essere realmente commissariati perché la minaccia è concreta. E spero che in Italia, per una volta, non si pensi all’interesse privato, ma a quello della collettività.

La più grande crisi del calcio italiano dal punto di vista politico

C’è una grande confusione sotto il cielo del calcio italiano perché è tutto bloccato. Siamo legati a quello che succederà lunedì in Lega Calcio Serie A perché se la Lega non riuscirà a trovare il suo presidente, a quel punto, allora interverrà Malagò con il commissariamento. Detto questo a mio parere credo che Malagò, questa volta,sia stato un po’ precipitoso nell’annuncio. Questa è la più grande crisi del calcio italiano dal punto di vista politico: ma non dimentichiamo che la macchina della Federazione continua a funzionare e anche con buoni risultati. Quindi bisogna separare le due cose. L'appuntamento di lunedì sarà decisivo: se non arriva il presidente di Lega, Malagò avrà in mano lo strumento per commissariare la Federazione.

In questo momento non c’è nessuna guida 

In questo momento mancano le guide nei punti chiave: Malagò voleva intervenire, ma non ha potuto farlo penso perché il mondo del calcio gli ha risposto in modo forte ed ha fatto resistenza. Forse perché chi è uscito vincitore da questa tornata comincia ad accarezzare l’idea di poter guidare il mondo del calcio. Le tappe? Giovedì si parte con il presidente della Lega Serie B che dovrebbe essere Balata e che ritengo una scelta giusta. Per la Serie A è molto più difficile, corrono tante voci su chi potrà guidarla. La storia della Lega A racconta che di fronte allo spettro del commissario è sempre arrivato il presidente: perché è meglio il peggiore dei nostri che il migliore degli altri...

Commissariamento? Spero che i presidenti di Serie A abbiano paura….

Spero che nei presidenti prevalga la paura di essere realmente commissariati perché la minaccia è concreta. Spero che in Italia per una volta non si pensi all’interesse privato, ma a quello della collettività. I tedeschi, quando vissero il momento peggiore, mettendo insieme Federazione e club, fecero la riforma, i centri federali e costruirono la generazione straordinaria che li ha portati a vincere il Mondiale. Quando l’Italia uscì dal Mondiale contro la Corea, il calcio venne rifondato e nel 1970 la Nazionale arrivò seconda.

In Italia servono i commissari per fare le riforme

L’Italia è il paese dei governi balneari, cioè che a volte vengono costruiti, in questo caso specifico, con i commissari. Messi lì per l’eccezionalità del momento e per fare tutte quelle riforme che la politica normale non riesce a fare. Tavecchio, in qualche modo, è stato anche lui schiavo di questa situazione, trovandosi a dover scendere ad accordi con le varie parti (leggi allenatori, Lnd, etc). Questi accordi politico-elettorali depotenziano il presidente: il Tavecchio entrato in Figc anni fa era più forte di quello che oggi – al netto di tutto quello che è successo sul campo- lascia. Quel ruolo deve essere più libero, solo così può essere più forte, voglio dire, più all’Artemio Franchi.

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