Gravina: "La Nazionale non interessa a nessuno in Italia"
al 'corriere'Il presidente Figc dimissionario a 'Il Corriere della Sera': "La Nazionale interessa solo ai tifosi. Quando le cose vanno male allora salta fuori chi, come la politica, usa il calcio per riposizionarsi. Sto vivendo da recluso. La frase sugli altri sport? Dovevo spiegare meglio"
Dal fallimento contro la Bosnia alla decisione di dimettersi. Gabriele Gravina ne parla in un'intervista a 'Il Corriere della Sera': "Mi assumo le mie responsabilità. Non ho mantenuto la promessa che avevo fatto ai tifosi italiani. Avevo detto che saremmo dovuti andare al Mondiale anche a nuoto e invece non ci siamo riusciti. Le dimissioni sono un ultimo atto d’amore verso il calcio. E non potevo permettere che gli attacchi al sottoscritto penalizzassero la Federazione. Ma non è tutto qui. Già prima dei playoff avevo pensato di farmi da parte. E non tanto perché non mi sentivo all’altezza, quanto per i vincoli, i legami e gli impedimenti che frenano la crescita e lo sviluppo del movimento. E tutto ciò, permettetemi di dirlo, è frustrante. Alla fine, ho deciso di rimanere e ho accettato questa Via Crucis. Adesso vivo quasi da recluso tra casa e Federazione".
"Non tirerò la volata a nessuno"
Sul suo successore: "Non sarò il regista del futuro e non tirerò la volata a nessuno. È folle pensare che possa fare accordi con qualcuno. Sono convinto che alla fine le componenti mostreranno senso di responsabilità e riusciranno ad individuare un candidato in grado di coagulare il maggior numero di consensi possibile. Serve unità d’intenti e anteporre il bene comune alla difesa dei propri orticelli".
"Non era mia intenzione svilire la professionalità di altri atleti"
L'intervista è anche l’occasione per chiarire il concetto di dilettanti riferito agli altri sport e usato nel dopo partita della Bosnia: "Mi spiace per come le mie parole siano state interpretate in Italia. Sicuramente andavano argomentate meglio: volevo sottolineare che il professionismo deve sottostare a regolamentazioni nazionali e internazionali. Di certo non era mia intenzione mettere in dubbio, né svilire, l’impegno e la professionalità degli atleti di altre discipline".
"I club pensano solo ai propri interessi"
Sul perché l'Italia non va al Mondiale dal 2014 mentre gli altri sport stanno crescendo è stato chiaro: "Adesso abbiamo avviato un progetto con i bambini per rimettere al centro la tecnica. La verità è che si fa fatica a perseguire l’interesse comune. La filiera del talento italiano non si sviluppa a pieno perché i club, che sono aziende private, perseguono i propri interessi e non ritengono funzionali il tempo e la fatica che servono per far sbocciare un giovane selezionabile per la Nazionale".
"Adoro il modello tedesco, loro sono ripartiti da zero"
Cosa invidia alle altre Federazioni dei Paesi top, Inghilterra, Spagna, Francia e Germania? "Lo sapete che adoro il modello tedesco. Loro sono ripartiti da zero nel vero senso della parola, tutti uniti e con lo stesso obiettivo. E adesso stanno cominciando a vederne i frutti. È una visione lungimirante che da noi non esiste. Diciamolo chiaramente: in Italia della Nazionale frega solo ai tifosi. Agli altri, compresa la politica, serve solo per rivendicare, quando le cose vanno male, forme di posizionamento personali".