Abodi: "Ct Italia? Il ruolo di Mancini non è in discussione"
CASO MALAGÒIntervenuto a Sky Up-The Edit, il progetto di Sky per le scuole, il Ministro per lo Sport Andrea Abodi commenta il momento della Nazionale: “E' stato fatto tesoro degli errori precedenti e i giovani hanno dato il massimo”. Il caso Malagò non avrà ripercussioni sull'Azzurro: “Il progetto-Mancini non è in discussione, non disturbiamo la serenità della squadra”. Infine, sul dossier-stadi per Euro32, Abodi sottolinea “il gioco di squadra con i Comuni: attendiamo la risposta dell’Uefa sui 5 o, mi auguro, 6 stadi”.
Ministro Abodi, abbiamo visto una buona Italia contro la Turchia. Sarà la Francia a dirci se l’Italia è quella che ha battuto la Turchia o quella sconfitta dal Belgio?
"C’è una certa differenza... in parte la differenza la fa anche la qualità dell’avversario, ma io sono fiducioso. Prima della partita con la Turchia io avevo detto che ci voleva pazienza e che era necessario lasciare lavorare il gruppo. Intanto bisogna amare la maglia azzurra, amare questa squadra e l'allenatore perché soltanto con questo sentimento attorno alla squadra, e attorno anche all’Under 21 che si gioca l’Europeo che poi qualifica per le Olimpiadi di Los Angeles, si può dare quella serenità che i ragazzi devono avere. Tanto più perché adesso sono anche un po’ più giovani, ci sono tanti ragazzi che stanno facendo l’esordio con la maglia azzurra e quindi non bisogna essere critici, bisogna congelare le sensazioni degli anni passati, metterle da parte e ricominciare da capo, con un rapporto fiduciario nuovo".
Quali buoni segnali ha visto dalla prestazione contro la Turchia?
"Ripeto che va considerata la qualità dell’avversario, che non abbiamo fatto giocare, ma si può essere certi è che si è fatto tesoro della partita col Belgio, e Mancini e il suo staff hanno questa capacità. Io sono convinto che ragionando sui propri errori non li si ripete. Poi ci sono stati anche giocatori nuovi, che sono entrati in campo e che hanno dato il massimo. Qualcuno tornerà a casa come Raspadori, e mi dispiace perché sarebbe stato estremamente utile, però la parola ancora una volta è 'fiducia' accompagnata dalla passione che la maglia azzurra deve sempre generare".
Come sta seguendo l’evoluzione del caso Malagò? Cosa si aspetta dalla Giunta Coni?
"La seguo con l'attenzione necessaria per il ruolo che ricopro, ma lascio che la decisione venga presa all’interno dello sport. E' giusto che a occuparsene sia la giustizia sportiva e il Coni, quindi la Giunta e il Consiglio nazionale, e mi fermo qui perché ogni parola in più sarebbe inopportuna. I fatti sono sul tavolo: ognuno ha la sua opinione, su questo non c’è dubbio. Io mi auguro sempre di più che le norme non siano troppo interpretabili, perché queste posizioni così opposte che poi determinano quasi degli schieramenti, secondo me non fanno bene al rispetto delle regole".
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In caso di commissariamento della Federcalcio, secondo lei potrebbe verificarsi un rallentamento nel rinnovamento della Nazionale?
"Assolutamente no. La Nazionale va avanti a vele spiegate, il progetto tecnico è stato affidato a Mancini e anche a Ranieri e non è, credo, minimamente in discussione. Anzi, ne sono certo: quello che dobbiamo cercare di non fare è non disturbare la serenità della Nazionale, perché anche quell’elemento può incidere, anche se io sono convinto che dei professionisti come i nostri ragazzi non si fanno influenzare da quello che succede fuori dal campo".
A Ceferin lei ha già risposto che è si tratta di una questione tecnica e non politica. Ma come si concilia un po’ il rispetto delle regole con la politica internazionale?
"Penso che la cosa fondamentale è che il presidente Ceferin sia messo nelle condizioni di esprimere delle valutazioni sapendo come stiano veramente le cose. Credo che abbia avuto qualche suggeritore che non ha dato informazioni puntuali. Non a caso ho parlato di cattiva informazione e non per nobili motivi. Dopodiché credo che in questi giorni avrà modo di avere tutte le informazioni. Tutto rimane all’interno dello sport: è il Coni che se ne sta occupando, come è giusto che sia. La politica deve stare fuori: più sta fuori meglio è, la politica deve collaborare quando è necessario, per il resto deve osservare perché tutto venga svolto rispettando le regole e credo che questo non riguardi soltanto il Coni, maanche il Comitato Olimpico Internazionale che credo il Coni abbia informato".
Cosa si aspetta dal cammino del dossier "stadi Euro 2032"?
"Ci aspettiamo che emerga il grande lavoro che abbiamo fatto insieme alla Federcalcio e al commissario di governo Sessa e che stiamo continuando a fare anche con il Ministero dell’Economia sul portafoglio di opportunità finanziarie che accompagneranno le iniziative dei privati e accompagnano anche l’iniziative delle Amministrazioni comunali. Alcuni progetti li stanno portando avanti i Comuni come a Firenze, a Napoli e a Venezia. Questo gioco di squadra non è in discussione. Verranno presentati tutti i dossier da parte della Federcalcio all’Uefa e verranno poi scelti gli stadi: cinque o, come mi auguro, anche sei che ospiteranno gli Europei in Italia, insieme alla Turchia".