Storia di una casacca che da sempre finisce sulle spalle dell'ala destra. All'Inter è stata onorata da campioni del calibro di Figo e da importanti gregari come Alessandro Bianchi e Francesco Moriero. Nel mezzo, clamorosi flop: come Van der Meyde...
Dopo generazioni di ali, la maglia nerazzurra numero 7 finisce sulla spalle di un centravanti. E che esordio!
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Dal 1996 al 1998 si resta nella mediocrità: Fresi non è il "nuovo Baresi", come all'Inter speravano.
E adesso, che fine ha fatto Totò Fresi? Un difensore con il vizio del golf
L'Inter di Ronaldo. E Francesco Moriero, il suo "sciuscià": una vera ala destra che riporta in alto la tradizione dei numeri 7
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Sempre nel gennaio 2001 viene rinnovato il contratto a Recoba. Tra le "clausole" c'è anche l'acquisizione del "pacco Pacheco": una presenza in campionato con la 7 sulle spalle (foto da internet)
Dopo tre grandi stagioni tra Lazio e Parma, l'Inter lo preleva leccandosi i baffi. Ala destra vecchia maniera, Sergio Conceicao si rivelerà un fallimento
Ma il peggio deve ancora arrivare. Nel 2003 Cuper chiede e ottiene Van der Meyde per coprire la fascia destra: due anni disastrosi.
Quei (tutt'altro che memorabili) olandesi dell'Inter
La maglia numero 7 e la tradizione dell'ala destra si riabilitano grazie all'eleganza del più grande di tutti, in quel ruolo: Luis Figo
Il motto di Figo: ''Fatica, passione, devozione e gloria''
Quando il portoghese lascia l'Inter e il calcio ci si chiede chi potrà sopportare il peso di quella maglia...
Figo saluta il calcio, con l'Atalanta l'ultima gara
Poi, nel 2009, dopo la breve parentesi in prestito al Chelsea, tornò e si appropriò della numero 7. E in tanti rimpiansero Figo...
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Oggi, dopo qualche mese senza padrone, la 7 esordisce sulle spalle del nuovo eroe nerazzurro.
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