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Buffon-Italia, la storia continua: il capitano verso la convocazione per le amichevoli

Calcio

Alessandro Alciato

Dopo le lacrime e l'addio all'azzurro contro la Svezia, il portiere potrebbe annunciare a breve di aver cambiato idea. Se le sensazioni saranno buone, l'obiettivo potrebbe essere quello di continuare fino agli Europei del 2020. Quando un addio non è un addio, può succedere di tutto

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Gigi + Gigi = Italia. La formula è in fase di definizione e potrebbe essere quella della felicità. Di Biagio aspetta, Buffon pensa, il finale sembra scritto, al di là di qualche ragionevole dubbio. Il prossimo commissario tecnico della Nazionale ha scelto il suo capitano, il problema è che il suo capitano aveva deciso di dare l’addio all’azzurro dopo i play-off mondiali contro la Svezia. Aveva pianto, chiedendo scusa ai bambini e commuovendo il mondo; si era a suo modo dimesso da una storia lunga una vita, nello stesso momento in cui era finita malissimo la campagna dei soldati di Ventura, cioè del comandante del prendi (comunque) i soldi e scappa. Al fianco di Gigi, come Gigi, gli altri due reduci - gli ultimi - di Germania 2006: Andrea Barzagli e Daniele De Rossi. Tre saluti, tre voragini nello spogliatoio. Tre Campioni del Mondo.

La novità è che Buffon, a breve, potrebbe annunciare di aver cambiato idea. Quello di San Siro non dovrebbe essere stato il canto del cigno, anche perché, con quella maglia nera addosso, pareva più che altro la storiaccia del brutto anatroccolo. C’era qualcosa di stonato, non poteva finire così. Niente di ufficiale ancora, però si va verso la convocazione di Buffon per le due amichevoli di marzo in Inghilterra, il 23 a Manchester contro l’Argentina e il 27 sotto l’arco di Wembley contro l’Inghilterra. In panchina Di Biagio, in campo Buffon con la fascia, in regia il numero 1 del Coni, Giovanni Malagò. Il CT con il portiere da 175 presenze azzurre ci ha già parlato, la domanda (da uomo a uomo, da Gigi a Gigi) è stata molto semplice e altrettanto diretta: “Ti va di continuare?”. Il puzzle è in fase di definizione, facendo lo slalom fra comprensibili smentite e passi felpati, perché fino all’ultimo momento sarà consigliabile non far sentire il rumore della decisione. Se la risposta, come sembra, sarà un sì pieno, significherà una cosa soltanto: che Buffon continuerà a giocare, andando oltre la naturale scadenza del contratto con la Juventus, il prossimo giugno. Sta bene, il lungo stop per infortunio non l’ha arrugginito, le ultime parate (il rigore in Coppa Italia a Bergamo, il mezzo miracolo di venerdì scorso a Firenze su Thereau davanti a Di Biagio) l’hanno praticamente convinto a dire basta alla sua ormai vecchia decisione di dire basta.

Il nuovo obiettivo? Gli Europei del 2020, quando avrà 42 anni, con partita inaugurale a Roma e finale a Londra. Nel caso, il 27 marzo Buffon prenderà le misure, che nella vita non si sa mai. Quando un addio non è un addio, a quel punto può succedere di tutto.