Psg, Mbappé finisce sulla copertina del Time: "È il futuro del calcio"

Calcio

La prestigiosa rivista statunitense dedica la copertina al 19enne del Psg, fresco campione del mondo con la sua Nazionale: "La sua vita è passata dalle stalle alle stelle. Rappresenta il futuro del calcio"

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"È il futuro del calcio". Ad incoronare Kylian Mbappé questa volta non è stato un suo compagno di squadra, un allenatore o un tifoso, ma una rivista: il Time ha infatti deciso di dedicare a lui la sua nuova copertina, presentandolo come leader delle future generazioni. L'attaccante francese, nonostante non abbia ancora compiuto 20 anni, si è reso già protagonista di un trasferimento record - è passato dal Monaco al Psg per 180 milioni di euro - e quest'estate ha toccato il cielo con un dito trascinando, come un veterano, la sua Nazionale alla conquista del Mondiale in Russia. Un'ascesa continua e che non sembra conoscere ostacoli. Il prossimo riconoscimento, chissà, potrebbe essere il Pallone d'oro, ma nel frattempo il classe '98 si gode un'altra soddisfazione non da poco, quella di finire su una delle più prestigiose riviste statunitensi e del mondo come simbolo positivo e vincente di una generazione. «È la rappresentazione vivente di una favola» spiega il Time che giustifica così la scelta di metterlo in copertina: «è passato dalle stalle alle stelle: la sua storia è iniziata nei sobborghi e nelle periferie di Parigi, occupati in larga parte da immigrati (tratto comune in 8 giocatori di Deschamps diventati campioni del mondo), e ora si gode il presente nel centro della capitale, attorniato da numerosi e scintillanti grattacieli».

"La mia vita è stata completamente stravolta - racconta il giocatore -. Ora ho tutto ciò che ho sempre sognato e sono felice, pur consapevole che, probabilmente, mi sono perso qualcosa. Non ho, infatti, avuto la possibilità di avere i momenti delle cosiddette persone normali durante l'adolescenza, come uscire con gli amici, godermi i bei tempi. Sono stato subito proiettato nel mondo degli adulti e mi hanno immediatamente chiesto di comportarmi come tale". Mbappé, nato da padre camerunense e madre algerina, è cresciuto per le strade di Bondy, una delle banlieue parigine, prima di trasferirsi all'età di 13 anni al Monaco. Oggi è diventato uno dei punti di riferimento del suo vecchio quartiere, sia in termini di prestigio che di ambizione dei piccoli ragazzini che tirano i primi calci al pallone. "Bondy respira di calcio" aggiunge l'attaccante esterno del Psg, mentre il direttore sportivo del centro sportivo locale preferisce non illuderli: "Ho lavorato qui per 37 anni e ho visto solo lui crescere con un potenziale così alto. Non penso che ce ne saranno altri". L'enfant prodige, sebbene sia riluttante a soffermarsi sulla vita nelle periferie della capitale, è rimasto molto legato alle sue radici e ha donato i ricavi della Coppa del Mondo (corrispondenti a circa mezzo milione di euro) all'associazione Premiers de Cordée che aiuta disabili e bambini malati con programmi sportivi gratuiti: "Quei soldi non cambiano la mia vita, ma possono cambiare la loro". La fama e il successo non cambieranno la sua personalità perché "ho imparato che le più grandi star e i più grandi giocatori sono quelli più umili, coloro che rispettano maggiormente le persone. Ci sono tre concetti che per me contano più di tutti: rispetto, umiltà e lucidità". A garantirgli protezione ci penserà la famiglia. "Siamo sempre stati molto vicini - conclude Mbappé che ha un fratello di 12 anni, Ethan, che gioca nelle giovanili del Paris Saint Germain, e uno adottivo più grande, Jirès Kembo Ekoko, che gioca in Turchia - Ci piace stare insieme, mangiare insieme. Tutti i parenti sono stati fondamentali per la mia crescita, sempre pronti ad aiutarmi, sia che fosse la mia prima partita a Bondy o ora che gioco davanti a 80 mila spettatori. Sono un supporto continuo e in campo lo sento".

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