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14 ottobre 2018

Astori, la compagna Francesca: "Nel ricordo trovo la forza per nostra figlia"

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Le parole della compagna del capitano della Fiorentina tragicamente morto il 4 marzo scorso, in un'intervista di Walter Veltroni per il Corriere della Sera: "So di aver reso felice Davide: piango per l'emozione, non per la disperazione. La costante gioiosa è nostra figlia Vittoria, devo fabbricare le ali con le quali possa volare nella vita. Ora io devo ricominciare"

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Il dramma che ha colpito Davide Astori ha toccato tutta Italia, che si è stretta intorno alla famiglia del capitano della Fiorentina. Un malore improvviso e inatteso lo ha portato via nella notta precedente alla sfida di campionato contro l’Udinese, lasciando un vuoto incolmabile in chi lo conosceva bene. Più di tutti in Francesca Fioretti, compagna del difensore e mamma della piccola Vittoria, che da quel terribile 4 marzo ha vissuto momenti molto difficili. E che ora è pronta a ricominciare, come ha raccontato a Walter Veltroni in un’intervista - la prima dalla scomparsa di Astori - al Corriere della Sera: “Di una cosa sola sono certa: so di avere reso felice Davide - ha detto - Il destino con noi è stato davvero ingiusto, ma reggo il dolore perché se non avessi incontrato Davide non ci sarebbe stata la gioia del nostro amore attraverso il quale lui si è realizzato e completato come uomo e come padre. Quando se ne è andato era nel momento più felice della sua vita, per questo sopporto il dolore. C’era una vita possibile, per me e per lui. Ora ce n’è un’altra che non ho scelto. La costante gioiosa è Vittoria. Ora la mia vita deve ricominciare”.

"Piango di emozione, non di disperazione. Vittoria sia libera di vivere"

A raccogliere l’eredità di papà Davide è ora Vittoria, la piccola della famiglia Astori: “Il 5 Marzo l’ho accompagnata a scuola e sono andata dalla psicologa dell’infanzia - ha continuato la Fioretti - Ho voluto mantenere la routine quotidiana di sempre. Nemmeno la cosa più tragica che poteva mai accadermi doveva destabilizzarla. Non devo vivere il mio dolore attraverso di lei, non deve vedermi triste né disperata. La sua serenità dipende dalla mia. Davide, per quanto io stia male, non deve diventare un tabù, qualcosa di cui non si può parlare. Vittoria sa che lui non tornerà, ma lo abbiamo collocato in un luogo immaginario in cui è felice. Il vuoto che ha lasciato Davide non ci deve inghiottire. Devo fabbricare le ali con le quali Vittoria possa volare nella vita”. E ancora: “Le mie lacrime ci saranno, e le condividerò con lei, ma dovrò fare in modo che lei comprenda che sono lacrime non di disperazione. Sono lacrime di emozione, quell’emozione che solo i ricordi più belli possono creare. Insieme sapremo colmare il vuoto che si è creato riempiendolo con tutti i ricordi e le immagini di noi e del breve ma intenso periodo che abbiamo condiviso. Questo penso sia l’unico regalo e l’unico modo con cui posso accompagnarla nel futuro: essere la sua ancora quando ne avrà bisogno, il porto sicuro dove potrà sempre tornare ed essere serena, ma lasciandola libera di vivere come tutte le sue coetanee”.

"Così ho conosciuto Davide"

Francesca Fioretti ha poi raccontato anche di quando ha conosciuto Astori: “Una sera di settembre 2013. A una festa lui mi ha fermato per chiedermi come era il Vietnam, dove io ero stata come concorrente del programma televisivo Pechino Express. Sembrava una strategia, ma la vita e i nostri viaggi si sarebbero incaricati di provarmi che era sincero. Quella notte mi arrivò il suo primo messaggio, si era fatto dare il numero da un amico. Mi ha scritto per un mese, ogni giorno. Poi insieme siamo andati in India, in Nepal, in Perù, in Giappone. Sembravamo due adolescenti, fra treni e autobus. Dopo un controllo fatto in Perù ci dissero che avevamo perso la nostra bambina e invece, tornati a Roma, abbiamo scoperto che andava tutto bene. In quel momento Davide si convinse che era femmina: "Se è così forte, non può che essere una bambina". E per questo decidemmo di chiamarla Vittoria”.

La doppia pagina del Corriere della Sera con l'intervista di Walter Veltroni a Francesca Fioretti

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