River Boca, altro rinvio. La finale di Copa Libertadores da riprogrammare. Boca: "Vogliamo 0-3 a tavolino"

Calcio

La finale di ritorno della Libertadores è stata nuovamente posticipata, dopo l'iniziale rinvio di 24 ore a causa degli incidenti avvenuti fuori dallo stadio sabato 24 novembre. Da stabilire la nuova data del match del Monumental, che potrebbe essere recuperato l'8 dicembre: martedì 28 una riunione tra i presidenti dei due club per prendere una decisione. Anche se Angelici, numero 1 del Boca, tuona: "Vogliamo lo 0-3 a tavolino, c'è un precedente"

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21.21 Angelici, presidente Boca: "Vogliamo lo 0-3 a tavolino"

"Le partite si vincono e si perdono sul campo, però sono il presidente del Boca e non posso parlare a titolo personale ma tutelare gli interessi del club. Abbiamo fatto un esposto di 15 pagine e mi auguro di avere risposta adeguata dalla commissione disciplinare della Conmebol". Con queste parole, dette in una conferenza stampa appositamente convocata, il massimo dirigente del Boca Juniors Daniel Angelici fa capire che chiederà la vittoria per 3-0 a tavolino sul River, e quindi l'assegnazione della Libertadores (all'andata è finita 2-2), dopo quando è successo sabato. "Lo dobbiamo ai nostri tifosi - aggiunge Angelici -, perché so come si sentono rispetto a quanto successo nel 2015". Il presidente si riferisce al confronto degli ottavi di un'altra Libertadores, quando alla Bombonera dei supporter del Boca spruzzarono gas al peperoncino su dei giocatori del River che non furono in grado di riprendere a giocare e il River stesso ebbe partita vinta a tavolino, superando il turno. Ora la situazione sembra essersi capovolta e i gialloblù pretendono identico trattamento.

19.54 D'Onofrio (pres. River): "Non si gioca per 15 disadattati"

"È un vero peccato che un River-Boca, che tutto il mondo sta aspettando, non si possa giocare per 15 disadattati", il primo commento di Rodolfo D'Onofrio, presidente del River. Provo una sensazione di dolore, così come i tifosi, perché era una festa. Oggi alle 12 ci hanno detto che si sarebbe giocato, quindi abbiamo dovuto aprire le porte dello stadio basandoci su quella decisione. Poi Dominguez ha deciso di rimandare la partita e mi ha detto che martedì mattina ci aspetta per concordare l'ora e il giorno. Ma non ho il minimo dubbio che si giocherà nello stadio del River e con il pubblico. Se il Boca ha presentato qualcosa, è una sorpresa perché ieri il River ha accettato di rimandare la gara per non avere alcun vantaggio".

18.37 Angelici (pres. Boca): "Era stato firmato un patto tra cavalieri"

"Generalmente, quando do la parola, la mantengo. E' stato firmato un atto che era un patto tra cavalieri", ha commentato il presidente del Boca riferendosi all'accordo firmato sabato tra i due club e la Conmebol affinché la finale si disputasse in condizioni paritarie. "Sono convinto che le partite si vincono sul campo, ma sono anche responsabile di un club, lo devo ai membri e al Consiglio: ora aspettiamo che la commissione, che è autonoma, veda e risponda al dossier che il Boca ha presentato al Conmebol. Martedì parteciperò all'incontro, ma dirò che l'intenzione del Boca è che il Tribunale Disciplinare legga il file e ci dia una risposta formale"

18.35 Schelotto: "Oggi eravamo chiaramente svantaggiati"

Dopo la decisione del rinvio, l'allenatore del Boca ha esternato la propria soddisfazione: "Quello che abbiamo vissuto ieri non è ciò che abitualmente si vive prima di una finale. Oggi eravamo chiaramente svantaggiati: la cosa migliore per il Boca era che non si giocasse, perché non eravamo nelle stesse condizioni del River. Tutto quello che è successo è nei video, tutti sanno cosa è successo, e quanto è stato brutto per noi da vivere. Che sia il River o qualsiasi altro avversario, dobbiamo entrambi arrivare nelle stesse condizioni".

18.00 Superclasico rinviato ufficialmente

Per il presidente Conmebol non ci sono le condizioni per giocare oggi la finale di ritorno di Copa Libertadores tra River Plate e Boca Juniors. Martedì, alle 10 locali, ci sarà una riunione ad Asuncion con i presidenti dei due club per provare a stabilire una data. Possibile si possa giocare il prossimo sabato 8 dicembre.

17.20 Maradona: "In Argentina pericoloso andare allo stadio"

"Ciò che è successo è una cosa deplorevole - ha detto il Pibe de oro - ma purtroppo in Argentina c'è da avere paura di andare allo stadio. Sono argentino, odio la violenza ma abbiamo ciò che ci meritiamo".

17.00 Comunicato River: "Apertura cancelli alle 13 locali"

Il River Plate, nonostante il ricorso ufficiale del Boca, ha emesso un comunicato nel quale ricorda ai propri tifosi che: "l'apertura dei cancelli del Monumental sarà alle ore 13 locali e che i biglietti di ieri sono utilizzabili oggi".

16.45 Comunicato Boca: "Non si giochi la partita"

Il Boca Juniors ha fatto un ricorso ufficiale alla Conmebol per chiedere che la finale di Copa Libertadores venga "disputata in condizioni paritarie, come concordato dai presidenti della federazione sudamericana, del Boca e del River, nel testo firmato sabato al Monumental. Nel pomeriggio di ieri, il Boca Juniors ha chiesto di posticipare la partita a causa degli incidenti. Dopo gli atti di violenza subiti nelle vicinanze dello stadio, dopo aver rilevato l'entità e la gravità di questi e le conseguenze che hanno generato, il Boca ritiene che queste condizioni non siano soddisfatte e richiede il rinvio della partita, così come l'applicazione delle sanzioni previste dall'articolo 18". 

16.20 Dominguez: "Si giocherà all'orario concordato"

l presidente della Conmebol conferma: si gioca oggi - Alejandro Domínguez, presidente della Conmebol, non intende cambiare programmi: "C'è un accordo tra River e Boca per giocare oggi alle 17 (locali, quindi alle 21 italiane, ndR) e intendiamo rispettarlo".

16.00 Boca non vuole giocare, pronto ricorso

Il Boca non vuole giocare e prepara il ricorso ufficiale - La formazione Xeneizeha trascorso una notte di tensione, con i dirigenti del club impegnati a ripassare il regolamento della Conmebol per preparare il ricorso al fine di non disputare la partita oggi. L'attacco subito dai giocatori del Boca, nella guerriglia che è scoppiata fuori dal Monumental mentre il pullman gialloblù si recava allo stadio, rappresenta secondo il club una motivazione sufficiente per non giocare questa sera la gara di ritorno della finale di Copa Libertadores. 

14.46- Rafforzate le misure di sicurezza

Si rafforzano le misure di sicurezza in vista della finale di Coppa Libertadores rinviata ieri dopo i gravi incidenti avvenuti prima della gara. I responsabili della sicurezza hanno deciso di aggiungere ai 2.200 agenti previsti, un contingente supplementare della gendarmeria che sarà dispiegato lungo l'avenida del Libertador, nelle vicinanze dello stadio Monumental. In un comunicato, la polizia argentina ha reso noto che sono 56 le persone arrestate nei disordini seguiti all'attacco dell'autobus del Boca.

11.30- Presidente Conmebol: "Giornata triste per nostro calcio"

"È stata una giornata assai triste per il calcio sudamericano. Il Conmebol chiede con forza alle autorità competenti di intraprendere un'azione immediata e offre la propria collaborazione per identificare, catturare e perseguire i responsabili dei fatti di violenza di ieri". Con una serie di tweet, sul sito ufficiale dell'ente che gestisce il calcio in Sudamerica (il Conmebol è l'equilavente dell'Uefa in Europa), il presidente Alejandro Dominguez torna sugli episodi di violenza che hanno causato il rinvio della partita. "Invito tutti i giocatori del Sudamerica a fissare come priorità l'unione degli sforzi per identificare, capire, combattere le cause e gli atti di violenza che gettano ombre sul nostro calcio", aggiunge il dirigente paraguayano

8.57-La finale si gioca oggi alle 21.00

Finale di Copa Libertadores rinviata di 24 ore, il Superclasico si gioca oggi alle 17 al Monumental (le 21 italiane). Scene da guerra civile a Buenos Aires, con il pullman del Boca preso a sassate da "pseudotifosi" del River e due giocatori del Boca in ospedale: il capitano Pablo Pérez, ferito all'occhio sinistro dalle schegge dei finestrini andati in frantumi, e Gonzalo Lamardo.

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