Kiraly dice basta: il portiere con il pigiama si ritira a 43 anni

Calcio

Il portiere ungherese, diventato famoso grazie ai particolari pantaloni con cui scendeva in campo, dice basta all'età di 43 anni. Oltre 800 partite da professionista, 108 con la sua Nazionale. Fu il più anziano di sempre a debuttare in un Europeo (dove affrontò anche Cristiano Ronaldo)

UN PIGIAMA È PER SEMPRE: KIRALY NELLA LEGGENDA

KIRALY, ANCHE IL FIGLIO INDOSSA LA TUTA

"È stato bello, ma ora smetto". Queste, più o meno, le parole con cui Gabor Kiraly ha detto basta. Lui, portiere da una vita. L'unico a parare con la tuta. Già, il suo largo pantalone grigio che da sempre lo ha contraddistinto non si vedrà più. 43 anni e... sentirli. Perché è bello immaginarsi Peter Pan, ma poi è da saggi comprendere l'inesorabile passare del tempo: "Grazie mille alla mia famiglia e ai miei amici per il loro infinito sostegno" Ha scritto il numero uno ungherese sul proprio sito web. Oltre 800 partite nel calcio professionistico, nove le maglie di club indossate. Dall'Haladas all'... Haladas. Sì, ha iniziato e terminato la sua carriera con la squadra della città in cui è cresciuto. Dal 1982 al 2019, 37 anni di battaglie, lotte, vittorie e sconfitte. Ha cominciato quando andava alle elementari, ha concluso da padre di famiglia e giocare riconosciuto da tutti. In questa stagione 24 le presenze raccolte, anche se il suo carisma non è bastato per far sì che l'Haladas evitasse l'ultmo posto in campionato e la conseguente retrocessione. Nel mezzo, fra le altre, anche Hertha Berlino, Crystal Palace, Aston Villa, Burnley e Monaco 1860. Sullo sfondo la maglia dell'Ungheria, con cui è sceso in campo 108 volte (nel novembre del 2016 l'ultima partita contro la Svezia).

La leggenda della tuta

Qualche mese prima rispetto a quella partita, Kiraly si trovava impegnato all'Europeo in Francia. Lì arrivò fino agli ottavi di finale, sorprendendo tutti con il suo stile e i suoi strani pantaloni. Il più anziano di sempre ad aver debuttato in questa competizione (Giocò anche contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo). Si dice che l'idea di giocare con questa specie di "pigiama" sia frutto di una superstizione. E' il 1996, Gabor gioca da sempre con i pantaloni lunghi e neri, perché quelli corti non gli piacciono proprio. Poi, però, un giorno si ritrova senza. Deve giocare, ma la sua solita divisa si trova in... lavanderia. Niene panico, la soluzione in fin dei conti è dietro l'angolo. Entra in un negozio e ne acquista un paio grigi, di una taglia superiore. Cosa che lo obbliga ad arrotolarli dentro i calzettoni verdi. Quella sera la sua squadra vinse la partita. All'incontro successivo, lui si presentò con lo stesso paio di pantaloni. Vinse ancora e così via anche nelle partite seguenti. Fino ad arrivare a otto successi consecutivi, quanto basta per decidere di non separarsi mai più dai suoi pantaloni. Tanto che questi sono diventati il suo marchio di fabbrica. Durante gli anni in Bundesliga, i negozi di merchandising del Monaco 1860 li esponevano addirittura nelle loro vetrine. Chissà che un giorno la leggenda non possa ripetersi.

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