Cristiano Ronaldo: "Io il migliore di sempre. Vincere è un vizio. Messi? Non siamo amici"

Calcio

Nella lunga intervista concessa a ITV, il portoghese svela obiettivi futuri e racconta aneddoti: "Voglio diventare il giocatore con più Palloni d'Oro della storia, ma non inseguo i record. Sono loro che inseguono me. Messi? Non siamo amici, ma abbiamo un buon rapporto. Ci siamo spinti a vicenda a migliorarci". E ricorda quando da ragazzo non aveva soldi e mangiava da McDonald's gli hamburger avanzati

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Un’intervista fiume, in cui Cristiano Ronaldo si racconta, svelando anche particolari e aneddoti della sua infanzia mai rivelati prima. CR7 si apre a ITV, che nella serata di ieri ha mandato in onda in versione integrale la lunga intervista concessa dal portoghese, di cui avevamo avuto un’anticipazione con il ricordo del padre e la commozione davanti alle telecamere di Ronaldo. Un Ronaldo che parla molto della sua vita, ma anche di calcio, ovviamente, con l’inevitabile confronto con Messi e gli altri “grandi” che si ripropone ogni volta che si cerca di dare un posto nella storia del calcio – nonostante la stia ancora scrivendo – a CR7.

"Sono il migliore della storia"

Per me sono il numero uno della storia”, afferma con sicurezza “ma se per alcuni tifosi il numero uno è un altro e io sono il secondo non importa. So di essere nella storia del calcio come uno dei più grandi di sempre”. “Messi? Non siamo amici ma abbiamo condiviso questo palcoscenico per 15 anni. Ho un buon rapporto con lui perché so che mi ha spinto ad essere un giocatore migliore e io ho spinto lui ad essere un giocatore migliore”. Se poi il “migliore” si misura guardando alle bacheche, Ronaldo ha un altro obiettivo ben chiaro nella sua carriera: “Vorrei diventare il calciatore che ha vinto più Palloni d’Oro nella storia del calcio, mi piacerebbe tantissimo e credo di meritarlo. Messi è nella storia del calcio, ma credo di avere altri sette-otto anni per essere al di sopra di lui”.

"Vincere è un vizio per me"

E ancora:  “Vincere e avere successo è la mia ossessione - ammette poi CR7 -, lavoro per questo e finora ho ottenuto quello che volevo. Non sono io a inseguire i record, sono loro a inseguire me. Vincere e avere successo è diventato un vizio per me, ma non credo sia una brutta cosa è quello che mi dà motivazioni e che mi porta a ottenere record in maniera naturale. Se non hai stimoli, invece, è meglio fermarti”. Una filosofia strettamente legata al duro lavoro, una costante nella carriera di Ronaldo: “Sono contento che il mio lavoro venga apprezzato dalla gente, quando sento dire che sono il migliore mi sento orgoglioso, vuol dire che riconoscono il mio talento. Penso di essere bravo, ma la mia grande dote è la forza mentale. I numeri non mentono, negli ultimi 15 anni mi sono quasi sempre mantenuto agli stessi livelli, questo grazie agli sforzi fatti, alla dedizione, al duro lavoro, il talento non basta, se non dai sempre il 100% in tutto non arrivi ai grandi obiettivi che vuoi raggiungere. Anche a casa, dopo aver giocato con i figli, devo stare almeno 30-40 minuti in palestra senza mai perdere un giorno, alla fine è questo che fa la differenza, per questo ho 34 anni ma è come se ne avessi 28”.

Quando mangiava da McDonald's gli hamburger avanzati

Poi, in un’intervista in cui si spazia dagli obiettivi futuri ai ricordi, Ronaldo torna con la memoria ai tempi dello Sporting Lisbona, quando era ancora lontano dal diventare la ricchissima star che è oggi: “Avevo dodici anni ed ero senza soldi. Vivevo assieme ad altri calciatori della mia età e che venivano da ogni parte del Portogallo. Ed era difficile senza la mia famiglia accanto. Mi ricordo che c’era un McDonald’s lì vicino dove andavamo a chiedere gli hamburger che avanzavano. E c’era una signora che si chiamava Edna, che con due altre ragazze ce ne dava sempre qualcuno. Spero che raccontare questa storia mi aiuti a ritrovarle. Vorrei invitarle a cena a Torino o a Lisbona e ripagarle per quello che hanno fatto per me. Non lo dimenticherò mai”.

Il gol in rovesciata alla Juve meglio del sesso

Così come non dimenticherà mai quel gol in rovesciata alla Juventus che in un certo modo (con l’applauso dello Stadium a riconoscerne la grandezza) ne ha “favorito” l’approdo in bianconero. Un gol che è stato "meglio del sesso", commenta ridendo. È il mio gol preferito, perché tecnicamente è molto complicato riuscirci e ho provato a farlo per tanti anni. Ho fatto 700 gol, ma uno così non lo avevo ancora segnato e non ne ho visto di così belli, poi fatto a Buffon, contro la Juve nei quarti di finale di Champions... credo sia stato uno dei migliori di sempre”.

A un passo dall'Arsenal

Infine, vista la fede dell’intervistatore Piers Morgan, grande tifoso dell'Arsenal, c’è spazio anche per un retroscena di mercato, con la conferma di quando, nell’estate 2003, CR7 era stato a un passo dai Gunners: “È vero, sono stato davvero molto vicino, a un passo”. Così, quando Morgan gli ha scherzosamente consegnato una maglia dell’Arsenal con il numero 7, il portoghese gli ha chiesto scusa per aver scelto il Manchester United: “Perdonatemi. Voglio scusarmi per non essermi unito all'Arsenal. Non è successo ma apprezzo l’Arsenal e quello che Wenger ha fatto per me ma nel calcio non sai mai dove giocherai, la vita è così”.

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