Aurelio De Laurentiis e il figlio Luigi indagati per bancarotta Bari

l'inchiesta

La Procura di Bari indaga sui conti del Bari e ipotizza i reati di bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali a carico di Luigi De Laurentiis (amministratore unico del Bari) e il padre Aurelio (presidente del Napoli e legale rappresentante della Filmauro). Al centro delle indagini la cessione del portiere Caprile dal Bari al Napoli nel 2023.

Perquisizioni nelle sedi del Bari, del Napoli e della Filmauro srl nell'ambito di una indagine della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Bari, a carico di Luigi e Aurelio De Laurentiis. Il primo è amministratore unico della SSC Bari, il padre presidente del cda del Napoli e legale rappresentante della Filmauro e sono indagati per i reati di false comunicazioni sociali (bilancio dell'esercizio 2024 del Bari calcio) e bancarotta fraudolenta connessa alla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale, presentata per l'insolvenza della società sportiva barese.

Il provvedimento scaturisce - spiega la Guardia di Finanza, che ha eseguito le perquisizioni su disposizione della Procura di Bari - da approfondimenti sui bilanci, note integrative e relazioni sulla gestione della società barese, supportati da consulenze tecniche, all'esito dei quali è emerso che la società, in perdita sistemica (circa 30 milioni di euro nel periodo 2019-2025), "risulta gravata da rilevante deficit patrimoniale e da consistente esposizione debitoria, in assenza di un concreto piano di riequilibrio". Il Bari, secondo le indagini di Polizia giudiziaria e del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza e le relazioni dei consulenti tecnici nominati dalla Procura, risalenti all'inizio dell'anno e a fine maggio, ma anche sulla scorta di ulteriori dati di bilancio aggiornati al 30 giugno e della retrocessione in serie C, apparirebbe in una situazione di squilibrio patrimoniale economico e finanziario tali da comprometterne la continuità aziendale

La cessione di Caprile dal Bari al Napoli

Al centro dei presunti reati c'è la cessione, a luglio del 2023, del portiere Elia Caprile (oggi al Cagliari) dalla società pugliese alla società correlata del Napoli per circa 2,2 milioni di euro. Secondo i pm baresi, l'operazione avrebbe provocato un ingiusto profitto nei confronti del Napoli: nel bilancio di esercizio del 2024 del Bari infatti non sarebbero stati evidenziati i criteri adottati per la determinazione del corrispettivo e la valutazione del potenziale valore futuro del calciatore che, nel giro di due anni, venne ceduto al Cagliari per 8 milioni di euro (con una plusvalenza di circa 7 milioni di euro che, per gli inquirenti, sarebbe riconducibile a un percorso di valorizzazione sportiva che avrebbe potuto porre in essere il Bari). 

CALCIO: SCELTI PER TE