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25 settembre 2018

Uruguay, Tabarez Maestro di umiltà: rifiuta una statua in suo onore a Montevideo

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Fresco di rinnovo fino al 2022 con l’Uruguay, il commissario tecnico della Celeste ha rifiutato la proposta di una statua nel centro della capitale del Paese. L’ennesima dimostrazione di umiltà di un allenatore che ha scritto importantissime pagine di storia della Nazionale sudamericana

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Parola d’ordine: umiltà. L’ha messa ancora una volta davanti a tutto Oscar Washington Tabarez, che dopo aver rinnovato il suo contratto con l’Uruguay fino al 2022 ha nuovamente dimostrato una delle caratteristiche che da sempre ne hanno contraddistinto la carriera. Lo storico allenatore della Celeste, che con la Nazionale sudamericana ha scritto importantissime pagine di storia infrangendo ogni record di longevità, ha infatti rifiutato la proposta della municipalità di Montevideo, capitale del Paese, che aveva pensato di innalzare una statua in centro città in suo onore. La figura del Maestro Tabarez era stata scelta per simboleggiare valori come il rispetto, l’unità, la convivenza civile e la tolleranza, ma è stato lo stesso commissario tecnico della Celeste a chiedere che l’iter per la realizzazione dell’opera venisse interrotto.

Statua? No, grazie

A chiarire le motivazioni che hanno spinto Tabarez a rifiutare una statua a grandezza naturale nel centro di Montevideo, come riporta Olé, è stata la stessa municipalità della capitale dell’Uruguay: "Tabarez è molto grato a tutti per questa idea – si legge -, ma nonostante questo non accetterà questa tipologia di tributo, il quale implicherebbe la rottura con lo spirito di unità e comunione che la Nazionale cerca di creare e incoraggiare. Le ragioni della sua scelta sono comprensibili, dunque vogliamo rispettare la sua volontà. Per questo motivo, pertanto, non proseguiremo l’iter della nostra proposta".

Numeri da record

Nessuna statua in suo onore dunque, ma una storia che proseguirà ancora quella di Tabarez con la Nazionale dell’Uruguay. Numeri impressionanti quelli del Maestro, che nonostante i 71 anni di età e i gravi problemi di salute che ne hanno ridotto la capacità motoria, continuerà a guidare la sua Celeste. Recordman assoluto di panchine collezionate con un’unica Nazionale (185 gettoni per lui), Tabarez vanta anche un altro primato, quello di essere l’unico allenatore ad aver guidato la stessa Nazionale in quattro edizioni differenti dei Mondiali (1990, 2010, 2014, 2018). Grazie al rinnovo fino al 2022, il Maestro potrà così stabilire altri importanti record e scrivere nuove pagine di storia. Con quello stile inconfondibile, nel quale si ritrova non solo da quella garra charrùa tanto in voga dopo il gol di Vecino in Inter-Tottenham, ma soprattutto ciò che da sempre ne ha caratterizzato la carriera: l’umiltà.

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