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20 novembre 2018

Oronzo Canà, consigli a Mancini: "Ecco una nuova formula per l'Italia, è l'evoluzione del 5-5-5"

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Lino Banfi, nei panni del suo personaggio più famoso, Oronzo Canà, a Sky Sport ha consigliato al CT Mancini un nuovo modulo per la nazionale: "È il 5-5-5 con l'aggiunta di 2: non appena gli avversari sono distratti, i due diventano centrocampisti. Potrebbe adottarlo anche la Roma"

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Tra calcio e risate. Il maestro indiscusso di questo genere non può che essere Lino Banfi, passato alla storia del cinema italiano con il suo personaggio Oronzo Canà, protagonista de ‘L’allenatore nel Pallone’. Dalla Longobarda al celebre modulo 5-5-5, lo storico allenatore è intervenuto ai microfoni di Sky Sport, dando preziosi consigli in salsa comica al CT della Nazionale, Roberto Mancini: “L’Italia gioca bene ma non segna? Eh sono cavoli molto amari - ha spiegato - Io e Mancini ci chiamiamo la notte, quando nessuno ci sente: gli sto dando delle mie coordinate. Vedrete ora alla prossima partita cosa succederà. Usare il 5-5-5? Sì, direi un 5-5-5 con l’aggiunta di 2. Così l’ho chiamato io. Sono due dietro al 5-5-5 che, non appena gli avversari sono distratti, diventano centrocampisti. Una nuova formula”. Una battuta anche sulla Roma, squadra di cui Lino Banfi è grande tifoso: “Non so a chi dare i resti, mi chiamano continuamente sia Mancini che Di Francesco, io non so cosa rispondere. Ora penserò a cosa dire, ma vi prego: lasciatemi un po’ di giorni per pensare, io una testa ho! IL 5-5-5 per i giallorossi non sarebbe male, adottiamolo”, ha concluso ridendo.

Le origini di Oronzo Canà

Durante il suo intervento all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia, Lino Banfi, a margine della premiazione Festival Sport Movies & TV, ha anche raccontato un divertente retroscena sulla scelta del nome Oronzo Canà, protagonista della sua pellicola più famosa: “Ho detto al regista che avrei fatto il film volentieri - ha spiegato - ma la conditio sine qua non era solo una: il mio personaggio doveva chiamarsi Oronzo Canà. Così mia moglie Mara sarebbe diventata Mara Canà e saremmo andati a girare al Maracanà di Rio de Janeiro, che era il mio sogno”.

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