Mourinho: "Una volta ho rischiato di morire. Il bus parcheggiato davanti alla porta? Ho infranto tutti i record!"

Calcio

Attualmente nelle vesti di opinionista tecnico dopo l'esonero al Manchester United, lo Special One ha rivelato due aneddoti a beIn Sports a partire dalla celebre tattica del bus: "Al Real Madrid ero un allenatore difensivo? Ho battuto tutti i record nella Liga!". E sulla cesta dei panni sporchi nel 2005 ai tempi del Chelsea: "Non riuscivo più a respirare, rischiai di morire!"

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Orfano di una panchina dallo scorso 18 dicembre, data del divorzio con il Manchester United, José Mourinho riesce sempre e comunque a fare notizia. Merito degli aneddoti rivelati a beIn Sports, emittente nella quale svolge il ruolo di opinionista tecnico: uno sguardo alla Coppa d’Asia e tanti ricordi sul lunghissimo passato da allenatore. Se pochi giorni fa aveva esaltato la sua Inter ("La migliore squadra che abbia mai allenato") e ribadito la voglia di tornare nel grande calcio ("Io appartengo ai massimi livelli e voglio continuare a starci"), lo Special One ha ripercorso un paio di argomenti particolarmente significativi tra i suoi trascorsi. Indimenticabile l’espressione del "bus parcheggiato", ovvero difendersi con tanti uomini per evitare di concedere gol. Mou la utilizzò per la prima volta nel settembre del 2004 dopo uno 0-0 contro il Tottenham contestando l’atteggiamento degli avversari: "Come diciamo in Portogallo, hanno parcheggiato il bus davanti alla porta. Se fossi un tifoso, sarei arrabbiato per aver speso 50 sterline per vedere gli Spurs difendere". Ecco quindi che il 55enne portoghese è tornato ironicamente sulla celebre frase per contestare chi lo ritiene un manager difensivo, reputazione smentita ai tempi del Real Madrid: "Diventai campione con 100 punti e 121 gol segnati, il record del calcio spagnolo. Un primato che non apparteneva al Barcellona ma al Real. 'Il ragazzo difensivo' ha battuto tutti i record, abbiamo vinto contro ogni squadra in casa e fuori". Era la Liga 2011/12, trionfo ritrovato dai Blancos per voce di Mou: "Quando sono arrivato lì, avevano dimenticato cosa significa vincere. E quando siamo arrivati in finale di Coppa del Re battendo il Barcellona, credo che fossero 25 anni che il club non vi riusciva (18, ndr)". Insomma, José proprio non ci sta a passare per uno speculatore tattico dalla panchina: "In quel periodo il Barcellona era la squadra migliore del mondo, eppure noi abbiamo spezzato quel dominio".

Mourinho: "Quella volta nel cesto dei panni sporchi"

Detto dell’espressione del "bus parcheggiato" da José, l’allenatore portoghese è tornato pure su un altro episodio passato alla storia: chi ricorda Mourinho nascosto nel cesto dei panni sporchi per evitare di essere scoperto dai delegati UEFA? Ricostruiamo la vicenda: lo Special One venne squalificato per due gare in Champions League dopo il Barcellona nel 2005, stop che ne imponeva quindi l’assenza nel doppio confronto con il Bayern Monaco. Ciò nonostante l’allenatore s’intrufolò a Stamford Bridge prima del match contro i tedeschi: "Dovevo essere con i miei ragazzi e ce l’ho fatta. Vi spiego come è andata: sono entrato negli spogliatoi a mezzogiorno e la partita era alle sette. Eppure volevo solo essere lì quando i calciatori sarebbero arrivati". Ma come uscirne senza essere colto in flagrante dai delegati UEFA? Una soluzione alla James Bond: "Stewart, il magazziniere del Chelsea, mi infila nella cesta dei panni sporchi. Quella grande, di metallo. Mi butta lì dentro e lascia il coperchio un po’ aperto, in modo che io possa almeno respirare. Ma quando esce dallo spogliatoio, fuori dallo stadio, ci sono i tizi della UEFA che mi cercano e Stewart decide di chiudere la cesta. Non riuscivo più a respirare: quando l’ha riaperta stavo morendo. Dico sul serio! Ho rischiato di morire, giuro!". Ne valse la pena? Il Chelsea vinse 4-2 quella partita passando il turno, tuttavia uscì in semifinale contro il Liverpool futuro campione. Chi rischiò la vita fu solo Mourinho, protagonista dell’ennesimo aneddoto imperdibile.

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