Paolo Rossi, l'omelia: "La sua grandezza essere un fuoriclasse, ma mai un personaggio"

ADDIO PABLITO

"Ora ti allenerai nella Coverciano del cielo. Il suo ricordo più bello del Mondiale fu vedere la gioia data agli italiani. In campo era astuto come un serpente, ma in tutta la sua vita semplice come una colomba". E durante l'omelia monsignor Ruaro cita la canzone 'Orfani di cielo' di Renato Zero, una preghiera per gli artisti come era Pablito

L'ULTIMO SALUTO A PABLITO PORTATO IN SPALLA DAI COMPAGNI DELL'82

"La sua grandezza è stata di essere un fuoriclasse, ma mai un personaggio. Ora ti allenerai nella Coverciano del cielo". Il ricordo di Paolo Rossi è nelle parole dell'omelia, oltre che nelle voci dei tanti campioni del mondo 1982, e del calcio, che hanno voluto omaggiarlo con l'ultimo saluto. Tanti i passaggi chiave nelle parole di monsignor Ruaro, un ritratto del campione e dell'uomo. "La sua fede era fatta di quotidianità, di gentilezza, rispetto, semplicità ed umiltà - ha detto -. Dopo la vittoria del mondiale in Spagna gli chiesero quale fosse stato il momento più bello. 'La finale della finale' - rispose lui - 'Durante il giro del campo con la coppa in mano mi vengo i crampi - raccontava -. Mi siedo su un cartellone pubblicitario e vedo sugli spalti la gente che si abbraccia, era anche merito mio. Questo fu il momento più bello, vedere la gioia che avevamo dato agli italiani'". E ancora: "Paolo ci ha lasciato con sorpresa, la stessa dei difensori quando lo vedevano giocare d'anticipo e fare gol. Ha vissuto la malattia con il garbo e la discrezione di sempre. In campo era astuto come un serpente, ma in tutta la sua vita semplice come una colomba".

"Ha iniziato a giocare nella squadra della parrocchia"

ADDIO PABLITO

Cabrini: "Paolo, non ti lascerò andare"

"Proviamo a raccontare Paolo come cristiano - ha dunque proseguito monsignor Ruaro - È stato chierichetto. Ha iniziato a giocare nella squadra messa su del prete della parrocchia. Una settimana in seminario gli è bastata a fargli capire che quella non era la sua strada". 

La canzone di Renato Zero

Un'omelia pop. Calcio e anche musica. Artisti, per la precisione, come lo era Paolo Rossi. Monsignor Ruaro ha citato nelle sue parole la canzone "Orfani di cielo" di Renato Zero - dall'ultimo album 'Zerosettanta' - un preghiera per gli artisti come lo era lo stesso Pablito. Ecco le strofe finali citate:

 

Benedici attori, musicisti, fantasisti

E il popolo del circo

Tutta questa gente che comunica felicità

Attiva, positiva, generosa

Che sorride sempre

 

"In questo elenco mettiamo di diritto anche te Paolo, perché questo hai fatto con noi" - ha concluso.

Arriva sempre primo

Ricevi live da SkySport le breaking news sui principali eventi sportivi. Per accettare le notifiche devi dare il consenso nel successivo popup.

Ricevi le notifiche