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Mbappé (Real Madrid), governo Cina contro calciatore a causa di un meme

il caso

Nelle ore in cui ha visto il Pallone d’Oro assegnato a Kane, il francese è al centro di un caso in Cina: un suo commento su un meme che lo raffigurava come Mao è stato giudicato offensivo dal Governo cinese, che ha imposto l’oscuramento delle sue partite nel Paese. E alcune aziende cinesi hanno interrotto i contratti di sponsorizzazione. Poi le scuse: "Commento infelice -le parole di Mbappé- ho profondo rispetto del popolo cinese e della sua storia"

PALLONE D'ORO, MBAPPE' 2º: CLASSIFICA

Una risata in questo caso non lo seppellirà ma gli farà perdere un sacco di soldi e di popolarità. Alla delusione per la vittoria del Pallone d’Oro sfumata anche quest’anno, con il trofeo 2026 alla fine assegnato a Harry Kane, Kylian Mbappé deve aggiungere un altro pensiero che certo non sarà stato per lui proprio piacevole. Dalla serata di gala a Londra lo scenario si sposta in Cina: è qui che il fuoriclasse francese è al centro di un caso. Che lo ha poi costretto a chiedere pubbliche scuse sui social.

Mbappé e il commento al meme su Mao

Cosa è successo? Tutto è nato da un video pubblicato sui social, in cui Mbappé parla dei tanti meme di cui da tempo è protagonista (o vittima). Online si trova di tutto e infatti di lui ci sono meme con infinite versioni: dalla più innocua, che lo trasforma in una tartaruga ninja, a quella che lo vede novello Mobutu Sese Seko, dittatore sanguinario del Congo (o ex Zaire) che lo stesso attaccante del Real Madrid ha detto di non apprezzare particolarmente. Il caso è scoppiato quando Kylian nel video ha risposto a questa domanda in realtà leggera: “Qual è il meme che mi ha fatto più ridere? Ce ne sono tanti. Quello in cui io sono un dittatore cinese, lo uso spesso con gli amici per la Playstation”. Mbappé non lo nomina ma il riferimento lo si trova sui social e appare chiaro che stia parlando di Mao Tse-tung. Il fatto che Mbappé si sia riferito a Mao, fondatore della Repubblica Popolare Cinese e quindi considerato padre della Patria, parlandone come un dittatore, ha fatto scattare immediatamente la reaziona in Cina.

Le bottigliette cinesi con la faccia di Mbappé

Mbappé e il meme, le conseguenze

Apriti cielo. "Qualsiasi parola o azione che offenda i sentimenti del popolo cinese incontrerà naturalmente un'ampia condanna da parte dell'intera società cinese" ha commentato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese in una dichiarazione alla stampa. E le prime conseguenze non hanno tardato ad arrivare, con la rottura dei contratti di sponsorizzazione di due grandi aziende cinesi. Il gruppo che produce bevande Dongpeng e altre due aziende di prodotti lattiero-caseari (Mengniu e Milkground) hanno annunciato la cessazione della collaborazione commerciale con l’attaccante della Francia. Il tutto esprimendo disappunto per dei comportamenti giudicati offensivi nei confronti del popolo cinese. Negli ultimi tempi, specie durante gli ultimi Mondiali di calcio, l’immagine di Mbappé è circolata molto in Cina, visto che Kylian è testimonial in particolare di alcune bevande, la sua faccia è stampata su milioni di bottigliette e appare di frequente su autobus e cartelloni pubblicitari. A questo si aggiunge la decisione più recente, che sospende la trasmissione televisiva della Liga e delle partite che vedono in campo Mbappè, da parte dell’emittente statale cinese CCTV. Il provvedimento è entrato in vigore lunedì sera. Mentre Mbappé vedeva Kane sollevare il Pallone d’Oro. In una serata doppiamente deludente per lui.

Mbappé si scusa: "Commento infelice, rispetto popolo cinese"

Dopo il caso scoppiato in seguito al commento al meme che lo raffigurava come Mao, l'attaccante francese del Real Madrid ha pubblicato su X un post in cui chiede scusa: "Durante una recente intervista -le parole sui social di Kylian Mbappé- ho reagito a un’immagine di me che era stata raffigurata. Il mio commento è stato infelice e oggi comprendo di aver ferito molto persone in Cina e nella comunità cinese in tutto il mondo. Chiedo scusa a tutti quelli che si sono sentiti feriti dalle mie parole. Non era assolutamente mia intenzione. Ho un profondo rispetto per il popolo cinese e per la sua storia e sono sinceramente dispiaciuto”.

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