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27 febbraio 2018

Buffon: "Smettere di giocare è come morire. Ho un forte senso di fedeltà alla maglia azzurra"

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Dalla Nazionale alla Juventus, passando per le sconfitte nelle finali di Champions e gli obiettivi futuri. Il portiere si racconta a 360°: "Ho un forte senso di fedeltà per la maglia azzurra"

DI BIAGIO: HO PROPOSTO A BUFFON DI CONTINUARE"

Dopo l'invito di Luigi Di Biagio che, in conferenza stampa, ha annunciato: "Ho chiesto a Buffon di fare altre due o tre partite", è arrivata anche la replica del diretto interessato. Il portiere di Juventus e Nazionale, ospite a Tiki Taka, ha rassicurato tanti tifosi. Quella contro la Svezia non sarà la sua ultima partita. "Giocherò le prossime amichevoli per un senso di fedeltà e attaccamento all'Italia. Smettere di giocare è come subire la prima morte". Uno spunto che gli permette di parlare di Francesco Totti: "Ha detto che la voglia di giocare ci sarà sempre - anche a 70 anni - e questa cosa è normale, soprattutto per lui che è stato un protagonista così importante. Lo conosco dall'Under 15 della Nazionale. Abbiamo passato 25 anni di calcio insieme e non dico nulla di nuovo se affermo che lui insieme a Del Piero, Baggio, Cassano e Pirlo sono stati i più grandi talenti in assoluto per quanto riguarda la fase offensiva". Dall'amore per il Camerun e per N'Kono, portiere spettacolare, all'amicizia con Federer e al richiamo degli azzurri: "C'è un ciclo di amichevoli delicate, pensavo di andare in vacanza qualche giorno ma penso che quando la Nazionale ha bisogno di te, bisogna rispondere presenti. Poi da giugno si faranno altri ragionamenti. Sta nascendo una Nazionale nuova e le prime gare non sono proprio tranquille, incontreremo Argentina e Inghilterra e penso che qualche giocatore esperto sia utile inizialmente. Ho incoronato Donnarumma mio erede? Non l'ho incoronato io, ha grandi doti e si è meritato da solo questa cosa con le splendide prestazioni che sta facendo".

Capitolo campionato: "Il Napoli non regala nulla"

"Psicologicamente si stava meglio a meno uno, ma siamo una squadra da battaglia e sappiamo che se vogliamo regalarci il settimo scudetto c'è da fare qualcosa di strepitoso e straordinario perché il Napoli non sta veramente regalando niente. Scudetto a Napoli? Mi piacciono le storie di sport, di passione e a Napoli tutto questo c'è. E da italiano mi è dispiaciuta l'uscita del Napoli dall'Europa League perché una squadra come gli azzurri poteva vincere la competizione". E poi, sul futuro: "Adesso devo solo concentrarmi su questo finale di stagione. Sono sicuro e sono molto tranquillo su quella che sarà la mia scelta che comunicherò, d'accordo con la società, al momento opportuno. Futuro da dirigente? Ognuno di noi deve seguire la strada che sente dentro e la passione che cresce nella propria anima. Mi auguro di avere un'altra fiamma di passione che mi indichi un ruolo da poter seguire anche in futuro".

Dai ko in Champions al rilancio del Milan

"Io ho giocato tre finali e le ho perse tutte. Non so se questo può incidere, col Milan abbiamo sbagliato tre rigori su cinque, invece nelle ultime due abbiamo giocato contro squadre superiori, come il Barcellona dove abbiamo perso per episodi ma giocando alla pari. A Cardiff invece siamo stati troppo presuntuosi, pensavamo di giocarcela alla pari e se si ha questo pensiero col Real vuol dire che non abbiamo capito come affrontare una squadra come il Real Madrid". Proprio il Milan, sta vivendo un momento di ripresa con l'arrivo in panchina di Gennaro Gattuso: "E' un ragazzo che ha studiato, che ha delle idee tattiche e giustamente si arrabbia quando lo si sminuisce dicendo che è solo grinta e temperamento. Il derby? Di solito gli sfavoriti lo vincono, bisogna capire chi è sfavorito".

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