Non perderti dirette, news e highlights
Arrow-link
Arrow-link

Simonelli: "Malagò dirigente di maggior autorevolezza, ma serve attendere input dei club"

lega serie a

Dalle prossime elezioni Figc in programma il 22 giugno alle proposte per il futuro del calcio italiano, passando per il mancato stage della Nazionale in preparazione ai playoff: Ezio Simonelli ha affrontato diversi temi in un'intervista al Corriere della Sera a pochi giorni dall'eliminazione degli Azzurri dai Mondiali e dalle successive dimissioni di Gabriele Gravina. Ecco cosa ha detto il presidente della Lega Serie A

LE MANOVRE PER IL DOPO GRAVINA: MALAGO' E GLI ALTRI SCENARI

"Serie A locomotiva del movimento, ma con peso elettorale limitato"

"Una grande delusione. Superato lo choc bisogna rimboccarsi le maniche per riportare l’Italia ai fasti del passato. Una tempo, quando la Nazionale rientrava nel Paese senza aver conquistato il titolo, veniva fischiata, ora sarebbe stato un successo partecipare. Questo è il segnale del declino, bisogna invertire la rotta". Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, esordisce così in un'intervista al Corriere della Sera. Dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, il 22 giugno sono in programma le elezioni per eleggere il nuovo presidente Figc. La Serie A ha 20 delegati: il voto di ciascun delegato vale 4,644 per una somma complessiva di 92,88, pari al 18%. "Siamo la locomotiva del movimento, anche se abbiamo un peso elettorale limitato. Vogliamo che ci venga riconosciuto un ruolo centrale, di guida - puntualizza Simonelli -. Un tempo tutti i presidenti federali erano espressione della A, negli ultimi anni non è più avvenuto. Non solo: non abbiamo vicepresidenze in federazione, eppure versiamo 130 milioni l’anno per garantire il funzionamento di tutto il movimento".

Approfondimento

Come funzionano le elezioni per il presidente Figc

Sulla possibile candidatura di Malagò

Giovanni Malagò è ad oggi uno dei nomi più gettonati per la presidenza Figc. "È prematuro sbilanciarsi sui profili, Malagò è senz'altro uomo di grande esperienza ed è il dirigente di maggior autorevolezza che abbiamo in Italia. Ho letto che ci sarebbe disponibilità da parte sua a rivestire la carica. È ben visto da larga parte del sistema, ma è prematuro investirlo come candidato della A, è necessario attendere l’input dei club. Se ho parlato con Malagò? Nei giorni precedenti alla partita in Bosnia. Successivamente no, lo considero una forma di rispetto dei miei presidenti. Prima di prendere in esame un'eventuale candidatura, è giusto che riceva un mandato dall'assemblea di Lega. E non nego che c’è chi preferirebbe un ex calciatore per una questione di riconoscibilità all’estero e di conoscenze specifiche delle dinamiche di campo". Una battuta anche sull'eventualità del commissariamento: "Ci deve essere unità di intenti fra le componenti per scongiurarlo. Bisogna sedersi al tavolo per trovare un nome e soprattutto un programma condiviso".

Le proposte dopo il flop Mondiale

Perché l'Italia è uscita dai Mondiali? Simonelli risponde così: "È mancato il rinnovo generazionale rispetto alla squadra che ha vinto gli Europei nel 2021. Ora bisogna lavorare sui settori giovanili, partendo dalle scuole calcio. Prima si giocava gratis negli oratori, adesso per iscriversi serve pagare. E poi occorre abolire la classifica nei campionati delle squadre giovanili. La misura impellente? Abbattere i paletti che ostacolano l’investimento sui giovani. Per l’acquisto di stranieri non servono garanzie, ma quando esiste la stanza di compensazione, in caso di compravendita di italiani, occorre presentare delle fideiussioni. Capisco che questo meccanismo era nato per fornire sostenibilità al sistema, ma dobbiamo togliere vantaggi economici nel puntare sugli stranieri". Poi ancora: "Siamo riusciti a escludere gli Under 23 italiani dal computo del costo del lavoro allargato. L’obiettivo sarebbe abbassare l’asticella e coinvolgere fino agli Under 24: ora non conviene comprare giocatori italiani, dobbiamo renderlo conveniente. Abbiamo già avviato colloqui col governo: chiediamo incentivi per i settori giovanili e la tutela di quelle promesse che dopo essere state formate nei vivai vengono strappate per due lire da squadre straniere. E poi ancora l’abolizione del decreto Dignità e il ripristino di benefici fiscali per acquistare campioni".

"Stage per la Nazionale? Non ci è mai stato chiesto"

Nell'intervista al Corriere della Sera gli viene anche chiesto del mancato stage per la Nazionale di Gattuso. "Non c'è stato chiesto, anche perché la Figc e il ct erano consapevoli che non ci fossero date a disposizione con il calendario compresso - chiarisce Simonelli -. Vorrei aggiungere che nessuna nazionale che ha fatto gli spareggi ha avuto uno stage. E poi per noi sarebbe stata una riunione ridotta, dal momento che quattro dei titolari a Zenica giocano all’estero e non avrebbero partecipato...".

Segui tutti gli aggiornamenti di Sky Sport

- Segui Sky Sport su Google Discover- Non perderti live, news e video

- WhatsApp - Le notizie che devi sapere? Le trovi sul canale di Sky Sport

- Guarda tutti gli Highlights - Entra in SkyLightsRoom

- Offerte Sky - Scopri le promozioni disponibili e attivale subito

 

CALCIO: SCELTI PER TE