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Morte Sala, condannati due inglesi per aver fotografato il video dell'autopsia

Calcio

Sherry Bray e Christopher Ashford, che lavorano nella società fornitrice delle telecamere di sorveglianza dell'obitorio, sono stati condannati rispettivamente a 14 e 5 mesi di carcere. Avevano fatto screenshot del video dell'autopsia, immagiin poi diffuse sui social network

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Avevano avuto illegalmente accesso alle immagini dell'autopsia effettuata sul corpo di Emiliano Sala, l'attaccante argentino scomparso in un incidente aereo lo scorso 21 gennaio mentre si apprestava a raggiungere la sua nuova squadra, il Cardiff. Per questo una donna e un uomo inglesi, Sherry Bray e Christopher Ashford, sono stati condannati dal tribunale di Swindon rispettivamente a 14 e 5 mesi di carcere. La prima è la persona che gestisce la società fornitrice delle telecamere a circuito chiuso, mentre il secondo è un suo dipendente. I giudici hanno dichiarato i due colpevoli: secondo la sentenza, sebbene l'accesso illegale alle immagini dell'autopsia non sia avvenuto per ottenere vantaggi di natura finanziaria, il fatto è stato commesso per una "curiosità morbosa" e, nel caso di Ashford, per il suo "interesse per la scienza forense".

Le indagini

Le indagini degli investigatori erano partite dopo che alcune immagini dell'autopsia di Sala – il cui corpo è stato ritrovato nella Manica lo scorso 6 febbraio – erano finite in rete ed erano state diffuse sui social network. Dopo i primi test della polizia sul video dell'autopsia, era risultato che lo stesso fosse stato riprodotto. Nello specifico Bray – che il giorno prima dell’autopsia all'obitorio di Bournemouth aveva avvertito con un messaggio il suo dipendente -, avrebbe fotografato il corpo di Sala inoltrando poi l'immagine alla figlia su Facebook. Ashford, da parte sua, avrebbe invece permesso ad un amico di fotografare l’immagine presente sul suo telefono. Immediatamente dopo le foto sono finite online sui social. Non è certo che a diffonderle siano stati i due indagati.