Higuain: "I migliori numeri 9 di oggi sono Lewandowski, Haaland e Benzema. Messi? Magico"

Calcio

L'attaccante argentino esalta Messi: "Leo è magico, fa ogni cosa senza sforzo e questo lo rende unico. Il migliore di tutti è stato Ronaldo il fenomeno, ho sempre sognato di essere come lui". E sulla scelta di approdare negli Stati Uniti: "Volevo abbassare la pressione, nell'ultimo anno mi sono sentito spremuto fino all'ultima goccia"

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E' stato uno dei migliori attaccanti della sua generazione. Sono i numeri a dirlo, basti pensare al record di gol segnati in un singolo campionato di Serie A (36), primato ottenuto a 56 anni di distanza dalle 35 reti di Nordhal ed eguagliato da Ciro Immobile soltanto lo scorso anno. Gonzalo Higuain ha scritto pagine importanti della storia del calcio europeo nell'ultimo decennio e oggi, a quasi 33 anni, affronta una nuova avventura all'Inter Miami. Ma chi sono i migliori centravanti di oggi? Higuain ha raccontato la sua personale classifica, in un'intervista concessa a Espn: "Lewandowski, Haaland e Benzema sono i migliori secondo me oggi. Karim è nell'elite del calcio da 12 anni, Robert segna ovunque e Erling è una grande promessa".

"Messi è magico. Il mio idolo? Ronaldo il fenomeno"

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Chi non passa in secondo piano nelle graduatorie personali di Higuain è sicuramente Leo Messi, descritto dall'attaccante argentino come un impressionante talento naturale: "Nella storia ci sono stati grandissimi centravanti come Suarez, Lewandowski, Cavani, Benzema, David Villa e Ibrahimovic, ma il migliore per me rimane Ronaldo il fenomeno. Ho sempre sognato di essere come lui e ho cercato di imitarlo. Messi invece è magico, per lui tutto è naturale. Quello che una persona naturale fa attraverso un grande lavoro, lui lo fa senza sforzo. E' nato così, fa parte del suo DNA e tutto questo lo rende unico".

"Troppa pressione nell'ultimo anno, mi sono sentito spremuto"

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L'attaccante argentino è poi tornato sulla sua scelta di approdare negli Stati Uniti. Decisiva è stata l'ultima stagione con la maglia della Juventus, a suo dire troppo complicata, soprattutto sotto il profilo psicologico: "Nell'ultimo anno non mi sono divertito come avrei dovuto a giocare a grandi livelli. Avevo bisogno di cambiare perchè ero saturo della pressione di dover continuamente dimostrare il mio valore. Qualcosa ha cominciato a darmi fastidio in testa. Mi sono sentito spremuto fino all'ultima goccia. Come una bottiglia di Coca-Cola vuota che viene schiacciata per far uscire fuori quello che resta". Da qui, la decisione di vestire la maglia dell'Inter Miami: "Ho passato un brutto periodo e volevo abbassare la pressione mediatica, in campo e fuori. Oggi sono in un campionato come la Mls, che crescerà molto nei prossimi anni, e non negherò che avrei pensato di avere un approccio più semplice, ma comunque ho avuto occasioni da gol nelle ultime partite e non sono stato fortunato. E' un campionato fisico, dove se non sei concentrato puoi andare in sofferenza".

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