Il presidente della Figc annuncia "possibili sorprese" riguardo la scelta del nome del nuovo direttore tecnico della Nazionale. "Confermo che questa è la settimana decisiva, sto lavorando molto". Non c'è ancora stato il sì definitivo da parte di Paolo Maldini. E ricordando il successo Mondiale del 9 luglio 2006, Malagò aggiunge: "Per noi è motivo di orgoglio, stimolo e monito"
"Potrebbe anche esserci una sorpresa", per quanto riguarda il nome del futuro direttore tecnico della Nazionale. Ad annunciarlo è stato il nuovo presidente della Figc, Giovanni Malagò che, parlando a margine della cerimonia delle lauree honoris causa dell'ACS Asomi College of Science al Salone d'onore del Coni, ha confermato di essere ancora al lavoro per definire il nuovo "assetto tecnico" azzurro, a partire dalla scelta del direttore tecnico e del commissario tecnico. "Questa è la settimana decisiva, non cambio opinione. Siamo a giovedì e spero nel weekend di calmare l’agitazione. Sto lavorando molto, sono sul pezzo, ci può anche essere una sorpresa. Grande? Questo sta a voi giudicarlo".
Vedi anche
Malagò: "Nuovo Ct? Bisogna avere un piano B e C"
Manca ancora il sì di Paolo Maldini
Le dichiarazioni di Malagò probabilmente sono dettate dal fatto che non c'è ancora stato il sì definitivo da parte di Paolo Maldini, indicato finora come possibile candidato per il ruolo di direttore tecnico. "Magari si va facilmente su altre situazioni - ha aggiunto Malagò - Una volta superato questo primo argomento, vedo meno complicato il resto, paradossalmente", in riferimento alla scelta del Ct azzurro che dovrebbe avvenire successivamente alla nomina del direttore tecnico.
"Vittoria Mondiale 2006: orgoglio, stimolo e monito"
Nel giorno in cui si celebra anche la “ricorrenza” del Mondiale vinto 20 anni fa dall’Italia (il 9 luglio 2006), Malagò ha commentato con tre parole-chiave: "Come vivo questa giornata? Indubbiamente con orgoglio per quello che ha fatto quello che era un meraviglioso gruppo: giocatori, allenatore, delegazione, tecnici. Non erano partiti con le migliori premesse, non certo con grandi aspettative. Poi dico ‘stimolo’ perché noi dobbiamo trarre forza ed energia, tutto quello che di positivo si può mettere sul campo. Poi ho usato la parola ‘monito’, che letteralmente significa ‘dovere’. Significa ‘guarda che ti stiamo osservando per quello che fai’. Questo è un dato di fatto".